A settanta anni dalla loro redazione ecco per la
prima volta in rete i documenti che Galeazzo Ciano
allegava al suo DIARIO




RICONOSCIMENTO DI BERLINO

 

Roma, 18 giugno 1936-XIV

Ho ricevuto l'Ambasciatore di Germania il quale, di ritorno da Berlino, mi ha fatto la sua visita di cortesia.
Ha tenuto a dírmi che ha trovato a Berlino uno stato d'animo molto favorevole alla collaborazione con 1'Italia, stato d'animo diffuso in tutti gli ambienti, da quello dei gerarchi governativi e del Partito a quello dei capi militari.
Le recenti vittorie dell'Africa Orientale hanno - a suo giudizio - prodotto una profondissima impressione sul popolo tedesco. L'Ambasciatore mi ha detto che l'unica nube era rappresentata dalla preoccupazione diffusa a Berlino che l'Italia stesse lavorando per facilitare la restaurazione absburgica. Egli ha ritenuto di poler controbattere tale stato d'animo dichiarando che nei colloqui avuti a Roma aveva tratto impressione che l'Italia non svolgesse alcuna azione in tal senso. Glielo ho confermato.
Mi ha chiesto spiegazioni circa l'invio della nota italiana a Ginevra. Gli ho fatto ad un dipresso le dichiarazioni già fatte agli altri rappresentanti diplomatici che mi avevano interrogato in merito.
L'Ambasciatore di Germania mi ha detto che a Berlino si erano posti il problema se un riconoscimento tedesco dell'Impero fosse opportuno subito o piú conveniente invece in un secondo tempo. In generale l'opinione tedesca propendeva per questa seconda soluzione.


 

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