A settanta anni dalla loro redazione ecco per la
prima volta in rete i documenti che Galeazzo Ciano
allegava al suo DIARIO

 

 


MAGGIO 1937


IL MINISTRO DEGLI ESTERI TEDESCO

VON NEURATH DA MUSSOLINI

 

Roma, 3 maggio 1937-XV

Spagna. - Il Barone von Neurath informa che il Führer ha deciso di inviare i 40 pezzi anticarro richiesti per le truppe italiane. Il Duce ringrazia per la comunicazione e fa alcune osservazioni circa la lenta condotta delle operazioni da parte di Franco. Sarebbe suo intendimento di continuare ad aiutare il Generale Franco fino alla fine di maggio; poi, qualora niente di nuovo si fosse manifestato, mettergli questa alternativa: o andare avanti rapidamente, oppure ritirare le truppe italiane. Pertanto il Duce propone che ai primi di giugno abbia luogo a Roma presso di Lui una riunione cui partecipino anche i rappresentanti autorizzati del Führer per esaminare la situazione e decidere il da farsi. Il Barone von Neurath concorda e accetta tale proposta.
Locarno. - Il Barone von Neurath mette in evidenza la tendenza britannica di separare la Germania dall'Italia nella questione di Locarno sostituendo a quello che era il vecchio Patto una serie di Patti bilaterali da cui l'Italia rimarrebbe automaticamente esclusa.
Austria. - Il Barone von Neurath comunica che il Führer intende mantenere alla base della sua politica nei riguardi dell'Austria il Patto dell'11 luglio. Da parte tedesca, pur portandosi il piú attento interesse alla questione, non la si considera acuta. Si fa però una eccezione: quella della restaurazione asburgica, che comporterebbe una immediata revisione della politica germanica.
Il Duce espone a von Neurath i risultati del recente convegno di Venezia, che si possono rapidamente cosí riassumere: Austria Stato tedesco che non può svolgere nessuna politica contro la Germania. Nessuna politica dell'Austria verso Praga, che determinerebbe una immissione dell'Austria nel sistema delle democrazie, facendo saltare i Protocolli di Roma. Restaurazione considerata permanentemente inattuale, pur non potendo Schuschnigg fare dichiarazioni di principio in tal senso, dato il carattere interno della questione. Il Duce dice a von Neurath che in fondo gli austriaci non desiderano altro che di vivere all'ombra della grande Germania, pur mantenendo la loro indipendenza e fa presente l'opportunità che ad essi venga concesso un trattamento analogo a quello che la Germania ha fatto ai polacchi, coi quali un modus vivendi si è trovato, sia pure attraverso un matrimonio che è di pura convenienza.
Per quanto concerne la collaborazione dei nazisti al Governo di Schuschnigg, il Duce dice di avere consigliato a Schuschnigg di prendere una rappresentanza dei partiti nazionali. Fa però rilevare come debba esistere una differenza di sistemi tra l'Austria e la Germania, poiché sarebbe impossibile assumere in Austria degli atteggiamenti anticattolici o troppo marcatamente antisemiti.
Rapporti con la Chiesa. - Il Barone von Neurath, dopo avere riassunto le vicende che hanno condotto all'acuto stato di tensione tra la Santa Sede e la Germania, dice che è intendimento del Governo tedesco di arrivare ad una sistemazione con la Santa Sede su basi analoghe a quelle che permisero l'intesa fra la Santa Sede e l'Italia.
Il Duce concorda e consiglia di agire in tal senso: raggiungere cioè una intesa cosí concepita: la politica è riservata allo Stato, la religione è riservata alla Chiesa.
Inghilterra. Il Barone von Neurath dice che la politica inglese si rivela ormai sempre più chiara: colpire prima l'Italia e poi la Germania, o magari i due Paesi insieme. L'insistenza britannica per la stipulazione di patti collettivi ha lo scopo di legare le mani ai due Stati autoritari. La Germania non è disposta ad accedere alle proposte di patti collettivi. Il Duce conferma anche da parte italiana identica linea di condotta.
Romania. - Il Barone von Neurath dice che anche la Germania considera adesso opportuno attrarre nel sistema dell'asse RomaBerlino anche la Romania. Fa presente però le difficoltà che sorgono da parte ungherese. Il Duce dichiara che da parte sua non è disposto a fare niente con i romeni se gli ungheresi non danno prima il loro placet. Anche il Barone von Neurath è d'accordo e si rimane d'intesa in questo senso.
Dopo una breve conversazione, nella quale si esaminano particolarmente le condizioni interne della Russia e le relazioni fra la Germania, l'Italia e il Giappone, il colloquio ha termine.




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