A settanta anni dalla loro redazione ecco per la
prima volta in rete i documenti che Galeazzo Ciano
allegava al suo DIARIO

 

 

TERZO COLLOQUIO CON L'AMBASCIATORE DI GRAN BRETAGNA

 

 

Roma, 16 marzo 1938 - XVI


Ha avuto luogo nel pomeriggio di ieri il terzo colloquio con l'Ambasciatore Perth. Egli ha condotto seco il Signor Rendel, esperto dei problemi arabo-palestinesi. L'ho messo in contatto con i nostri funzionari per discutere particolareggiatamente tali questioni. Lord Perth mi ha consegnato le formule proposte dagli inglesi relative alla propaganda, al trattamento dei missionari in Etiopia, al Lago Tana e al commercio britannico nell'Impero. Mi sono riservato di esaminarle e di sottoporle al giudizio del Duce. Con Lord Perth abbiamo quindi parlato del punto 1 dell'agenda: cioè della Spagna. Egli mi ha di nuovo ripetuto la sua proposta di ritirare le forze dalle Baleari. Gli ho risposto che noi non avevamo forze terrestri alle Baleari. Mi ha fatto cenno all'aviazione. Ho detto che questo è un argomento mai discusso dal Comitato di Non Intervento e non compreso nella formula britannica per il ritiro dei volontari; quindi non deve venire sollevato in sede di conversazioni italo-britanniche. Lord Perth ha lasciato cadere l'argomento. Mi ha chiesto allora la facoltà di ripetere al suo Governo l'assicurazione che l'Italia non sta mandando e non manderà nuovi contingenti di volontari in Spagna. Gli ho dato conferma. Mi ha chiesto inoltre di confermargli l'assicurazione data al tempo del gentlemen's agreement e cioè che una volta raggiunta la vittoria da parte delle truppe di Franco, l'Italia non intende mantenere forze militari in Spagna. Gli ho dato conferma. Poiché nessuna formula è stata ancora proposta per la Spagna, abbiamo proceduto all'esame degli altri punti.
Tanto Lord Perth quanto io abbiamo manifestato l'accordo sul punto 2 dell'agenda e cioè la conferma del gentlemen's agreement così come risulta dall'Accordo del 2 gennaio 1937. Di comune intesa non si è piú parlato dell'invito a terze Potenze a dichiarare il loro favore al mantenimento dello status quo.
Forze italiane in Libia. - Lord Perth mi ha detto che l'opinione pubblica britannica attribuisce a questa questione la piú grande importanza. Il Governo britannico fa presente al Governo Fascista il suo desiderio di vedere opportunamente ridotte le nostre forze in Libia. Secondo le informazioni che ha il Governo britannico, si troverebbero in Libia adesso due Corpi d'Armata metropolitani e un Corpo d'Armata indigeno. Il Governo britannico desidererebbe che un Corpo d'Armata venisse ritirato o che venissero ridotti di forze in modo molto sensibile. L'Ambasciatore britannico ha aggiunto che un ritiro sia pure limitato di forze in fase di trattative, sarebbe di grande aiuto al suo Governo di fronte all'opinione pubblica.
Ho detto a Lord Perth che il Governo Fascista era in linea di massima disposto a prendere in considerazione la eventualità di ridurre le forze, ma che non ero in grado di dargli alcuna risposta prima di aver preso precise istruzioni dal Duce.
Per i punti 5 e 6 relativi allo scambio di informazioni militari e alla nostra adesione al Trattato Navale, ho detto a Lord Perth che attendo conoscere i suggerimenti degli esperti e la decisione del Duce.
Abbiamo concordato con l'Ambasciatore britannico di incontrarci nuovamente venerdì alle 18.30 per procedere nella discussione.




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