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Linguistica |
"Premio Armenti
Maddalena 2002"
Introduzione
Fino a sei anni non avevo mai
visto una macchina, un treno, solo la funivia che partiva dal mio monte che
mi vide nascere, e che col suo silenzioso dondolio arrivava alla pianura.
Ogni giorno ci si recava alla stazione della funivia che distanziava circa
sei chilometri dalla nostra abitazione, per vedere se ci fosse posta, o qualche
altra cosa, giornali, pacchetto ecc. d'estate ci si andava a piedi lungo la
strada di terra battuta, che poi era quasi solo un sentiero in mezzo ai boschi,
d'inverno era bellissimo...
Oh... che bello! si usava la
slitta, bene incappucciati, e via... papà davanti alla guida, io dietro,
mi ricordo un giorno nell'ebbrezza della corsa mi perse, caddi dalla slitta
e lui non se ne accorse, quando arrivò alla stazione della funivia
vide che io non c'ero più. Non si scompose più di tanto, perche’
sapeva che mi avrebbe trovata nel punto in cui mi aveva persa. Infatti dopo
la mia caduta mi misi ad aspettarlo, senza inutili pianti, sono sempre stata
coraggiosa, sapevo che le lacrime lavavano solo la faccia, ma non mi davano
niente.
Com'era bello quel tempo! Quante volte anche oggi ci penso, ora mi ricordo
di un altro fatto, era d'estate, mia madre mi aveva confezionato una bambola,
fatta di stracci e imbottita di segatura, e mio padre la carrozzina con mezzi
di fortuna, le ruote erano fatte con quattro cerchi ricavati da dei tronchi
d'albero, avevo anche un cagnolino Lilli, e la carrozzina serviva più
a lui che alla bambola, e così con il cane in carrozzina, la bambola
sul braccio, io facevo la felice mammina.
Mentre passeggiavo con la mia
un pò strana ma simpatica prole, mi vide una signora che mi chiese
come si chiamassero i miei bambini, facemmo amicizia e essa fino alla fine
delle sue vacanze ogni giorno veniva a trovarmi. Una mattina mi fece delle
fotografie inginocchiandosi davanti a me, quando le ebbe finite si alzò
e mi mise in mano il suo biglietto da visita, (mi ricordo che era verdino)
dicendomi: Lisele, ricordati che davanti a te si è inginocchiata una
principessa.
Quando compii sei anni tutto
ebbe fine, un brutto giorno mamma raccolse le nostre "baratelle" papà
chiuse la casetta, e prendemmo la via della stazione, che questa volta non
ci avrebbe portati più di ritorno.
Inutili erano le mie lacrime,
dovevo iniziare a frequentare la scuola.
Merano: grandi occhi, ma che
forse non colsero… i miei, cui si aprivano per la prima volta le porte della
città.
Non era, la mia, meraviglia
di una bimba che vede per la prima volta un mondo sconosciuto che la rendeva
curiosa e felice… No, io ero triste.
Tutte queste cose non mi interessavano,
non mi piacevano, io volevo il mio praticello, il mio bosco, i miei giocattoli
primitivi. Ogni giorno pensavo... pensavo... il mio cuore era rimasto lì
su quel monte, dove d'inverno una slitta correva nella carezza del vento...
***
Analfabetismo
L'analfabetismo in Alto Adige non
è conosciuto. Le persone 80 - 90enni affermano che nella loro vita
non ne hanno mai sentito parlare. Non e’ da escludere comunque che molti anni
addietro qualche esempio sporadico ci sia stato.
Questo perche’, in passato, pur
se ogni gruppo di case isolate aveva una scuola, i bambini dei casolari piu’
lontani, abbandonati tra i monti, dovevano scendere a valle per frequentarla.
Non era impresa facile d'inverno.
Se la neve era molto alta si adoprava la slitta, unico mezzo di trasporto
non solo di persone ma anche di merci; consisteva in due pattini ricurvi davanti,
collegati fra loro da un telaio rialzato.
Nel raro caso che un bambino fosse
stato costretto a rimanere in casa per la neve troppo alta, allora era il
papa’, o la mamma, che lo istruiva, per quel che gli era possibile, fino a
quando non ci rifosse stato il modo per tornare a scuola.
Si dice che uno dei motivi per
cui l'analfabetismo non abbia colpito questo territorio, possa essere stato
anche l'orgoglio della gente, la sua caparbietà, la sua tenacia, si,
perche’ no, anche la superbia! E questo pur essendo una popolazione povera
e rude. Che sia proprio cosi’ lo dimostra già il fatto che -in questi
posti abbandonati- non sempre era un maestro diplomato ad insegnare a leggere,
scrivere e far di conto ma un contadino volonteroso che aveva finito la quinta
elementare!
Va sottolineato che la chiesa e
la scuola furono -da sempre- i primi due edifici costruiti in qualsiasi centro
abitato, sia grande che piccolo.
Credo che possano esserci solo
rarissimi casi di analfabetismo di ritorno, persone che hanno frequentato
la scuola ma che col passare degli anni poi, non essendogli primariamente
necessaria non hanno più coltivato la scrittura e lettura. Potrebbe
essere il caso di qualche pastore, qualche boscaiolo.
Ormai quei posti un tempo tanto
abbandonati oggi sono divenuti centri turistici con bellissimi Alberghi, campi
da tennis, piscine. Sono collegati da bellissime strade panoramiche e funivie.
Non di rado pero’ puo’ accadere che qualche bimbo di allora, oggi padrone
di un Albergo, lo si odi raccontare ai suoi clienti la storia della sua infanzia,
i suoi difficili anni di quando andava a scuola.
Bilinguismo
L'Alto Adige, una zona molto bella,
ricca di verde, e circondata da maestose montagne. Vive quasi esclusivamente
di turismo, per il quale essa è attrezzata nei minimi particolari.
Si vive in una rigorosa disciplina
affinche’ tutto sia perfetto, naturalmente per questo ci vuole anche la collaborazione
della popolazione. Che effettivamente da il massimo.
Siamo una popolazione mista italiani
e tedeschi, la convivenza è ottima, il rispetto reciproco. Naturalmente
vedendo la situazione è più che logico esserci anche il bilinguismo,
che consiste in un obbligo presso tutti gli enti pubblici, scuole, ospedali,
uffici, negozi, ristoranti, ecc.
Vi sono scuole italiane con l'obbligo
dell’insegnamento della lingua tedesca, e a sua volta scuole tedesche con
l'obbligo della lingua italiana. Le insegnanti che insegnano nelle scuole
tedesche l'italiano, devono essere di madre lingua italiana, mentre le insegnanti
che insegnano il tedesco nelle scuole italiane devono essere di madre lingua
tedesca, questo affinchè la lingua venga imparata correttamente.
Anche l'assegnazione di appartamenti
o case per famiglie bisognose, vengono consegnati a pari numero sia agli abitanti
italiani che tedeschi.
Riti religiosi, S.Messe, dottrine,
ecc. vengono recitate e parlate in due lingue.
In tutti i locali pubblici è
obbligatorio rispondere nella stessa lingua con la quale uno viene interpellato.
Insegne, indicazioni, e targhe,
qualsiasi scritta può essere letta da ambo i gruppi linguistici.
(E visto che il bilinguismo non
è facoltativo, ma d'obbligo per tutti e due i gruppi linguistici, io
personalmente lo trovo giusto e utile).
Un altra cosa, se uno desidera
un qualsiasi impiego, deve esibire il "patentino" che viene rilasciato dopo
aver fatto un esame presso il Commissariato del Governo, e chi ne è
sprovvisto non ha possibilità di essere assunto, (sono esclusi gli
enti che non fanno parte della provincia.)
L'esame consiste: per la popolazione
italiana in tedesco, e i tedeschi in italiano. L'esame è uno come tanti,
niente di speciale, e in più accessibile a tutti.
Non fu sempre così, nel
passato non esistevano regole, ognuno faceva come meglio gli garbava. E qualche
ineducata o ignorante persona ne approfittava della situazione per mettere
in atto delle piccole rivincite, o vendette.
Mi ricordo un giorno mia madre
che parlava pochissimo l'italiano essendo nata in Austria, si rivolse per
un informazione all'impiegata di un ufficio, e gli fu risposto: "non capisco
deve parlare italiano". Ora con l'obbligo del bilinguismo queste angherie
si sono tolte.
Io stessa ebbi grosse difficoltà
con la lingua italiana, cresciuta in una famiglia dove si è sempre
parlato il tedesco, e premetto che sono nata su un monte dove non ebbi occasione
di frequentare altri bambini. Quando a sei anni venni trasferita a Merano
per frequentare la scuola era logico che non capivo niente, e come solo i
bambini a volte sanno essere cattivi, venni derisa da tutti, con il risultato
che non volevo più frequentare la scuola.
Non ebbi aiuto alcuno, tra lacrime
e grande volontà riuscii a farcela, finalmente ero anch'io come gli
altri bambini, e volli la mia piccola rivincita, finche’ divenni la migliore
di tutte, e i miei temi, diari, ecc. venivano esposti per essere sempre i
più belli.
Anche questo con il bilinguismo
si è tolto, nessun bambino dovrà più piangere e vergognarsi
per non saper parlare.
Dialetto
Oltre le razze e le religioni un
altro elemento che differenzia gli abitanti della terra è la lingua.
Credo sia impossibile stabilire
la distinzione fra lingue e dialetti. Il dialetto, questo linguaggio caratteristico
di una regione, rispetto alla comune lingua della nazione, a volte ci porta
a conoscere certi dialetti che sono quasi delle vere e proprie lingue. Se
poi vogliamo tornare indietro scopriremo che grande interesse hanno i dialetti
dell'antica Grecia, in quanto compaiono nella letteratura. Ma è un
argomento molto profondo, perche’ ci porta dal III° secolo a. C. al Greco
Moderno.
Io non desidero parlare di questo,
ma di una cosa molto meno complicata, uno squarcio del dialetto, e le reazioni
degli alto atesini.
Si parla dei dialetti nell'Alto
Adige.
Premetto che la nostra lingua in
prevalenza è il tedesco, questo perche’ questa terra è zona
di confine anche con l'Austria, e Svizzera, e non solo ma fu sotto l'impero
austriaco fino al 1919.
Il nostro tedesco è unicamente
parlato in dialetto, che però non ha alcuna somiglianza con il dialetto
austriaco o svizzero; chi parla in lingua non è certamente alto atesino.
Non vi e’ alcuna differenza tra il dialetto meranese e bolzanino, mentre è
molto marcata la differenza dialettale delle varie valli dalle quali siamo
circondati.
Le "valli" sono un solco della
superficie terrestre fra due catene di monti, normalmente percorso da un fiume
o torrente, come nel nostro caso.
Val Passiria - Val Venosta - Val
d'Ultimo - Val Martello ecc. quattro valli e quattro diversi dialetti, a volte
anche difficile da capirsi dagli abitanti dell'una, o dell'altra valle. Naturalmente
vi prevale sempre il tedesco perche’ in queste valli di italiani credo ci
siano solo un paio di carabinieri e il loro maresciallo, o forse anche il
capostazione.
A fare in modo che l'italiano prendesse
piede ci pensò Mussolini che nel suo periodo fascista fece imigrare
in Alto Adige molti italiani, in prevalenza veneti e meridionali, dando loro
case e lavoro.
Arrivati gli "immigrati" l'aria
si rabbuiò come all'inizio di un temporale, ma poi piano piano e non
avendo altra soluzione cominciarono a convivere nel miglior modo possibile,
anche se nell'aria regnava sempre un velo di razzismo. Rimaneva sempre il
fatto che i tedeschi erano i "Cruchi" gli italiani erano i "Walschn".
Ed ecco che arriva il dialetto
Veneto, Mantovano, Modenese, Napoletano, Calabrese, e via via da tutte le
parti d'italia e i dialetti divennero sempre di più. Oggi l'Alto Adige
non è più una terra di un solo dialetto tedesco, ma è
diventata un miscuglio di diversi dialetti italiani, che nell'insieme è
simpatico da sentire, ognuno esibisce il proprio, e credo che questo nessuna
regione d'Italia lo possa vantare.
Emigrazione
"Emigrazione" è una parola
che mi mette tristezza, questa parola mi ricorda il triste periodo quando
tanti dei nostri italiani per trovare lavoro col cuore pesante, dovettero
salire su grandi bastimenti che li avrebbero portati in terre molto lontane.
E come su uno schermo vedo una
nave che si allontanava nella notte, portando con se quel carico di dolore
e di speranza...
No, sono gli "immigrati" di coloro
di cui vi voglio parlare. Non che per loro fosse stato facile. Anche loro
dovettero abbandonare la loro terra per trasferirsi in un altra, ma sempre
in terra italiana. L'Alto Adige è la regione che ospita molti immigrati
e di varie regioni d'Italia.
Andai a trovare alcune di queste
famiglie e raccolsi i loro ricordi dei primi mesi di convivenza con un popolo
molto diverso per la lingua, il carattere, le usanze, e le idee.
Ho frugato un pò nell'intimità di alcune persone.
Quello che volevo sapere era un pò... confidenziale, desideravo sapere
cosa succede tra le coppie mistilingue cioè quando l'amore sboccia
tra una Südtirolerin (altoatesina) e un meridionale, e viceversa. Però
non tutti sono disposti ad aprirti il cuore, ma un sorriso e uno sguardo di
simpatia, sono state la strada che mi hanno condotta alle loro "confidenze".
Per la gentilezza concessami ho trovato doveroso sostituire i nomi; ringrazio
per la comprensione.
Il signor Giuseppe venne da un
paese della provincia di Rovigo a Merano con una famiglia abbastanza numerosa,
moglie e sei figli. Una famiglia molto cordiale e affettuosa, ma nonostante
questo non fu loro facile comunicare con i meranesi che si dimostrarono subito
molto restii nei loro confronti. Ma il signor Beppe (così lo chiamavano
in famiglia) che era un uomo intelligente cominciò a giocare d'astuzia
e sempre allegro e scherzoso nei loro confronti, fingendo una spiccata simpatia
anche se forse più di una volta dovette digerire amaro, riuscì
a conquistare i meranesi.
Fu così che in breve tempo
furono circondati da vera simpatia e il signor Giuseppe divenne "Beppe" per
tutti. Anche i figli frequentarono i ragazzi tedeschi e così impararono
a parlare il tedesco, allora bisognava arrangiarsi il bilinguismo obbligatorio
nelle scuole ancora non era nato.
Il signor Giuseppe ebbe un posto nell'edilizia e la moglie signora Rosa fece
dei bellissimi lavori a uncinetto, i figli più piccoli frequentavano
la scuola, mentre dei più grandi qualcuno aveva già trovato
lavoro.
Ecco scendiamo a Napoli, meravigliosa
città per chi ama sognare, il romanticismo, le canzoni che entrano
nel cuore. Merano non è così, ma i napoletani vennero ugualmente.
La mia ammirazione per Tonino (Antonio)
e la sua famiglia è grande. Tanti anni fa vennero quì da noi,
con un unico bagaglio una valigia di sogni, e nel cuore la speranza.
Mmmm, non fu molto facile per loro,
che nella loro terra dai balconi e dalle finestre erano abituati a chiamare:
Cateriiiiiiii, con la loro spontaneità, con la loro semplicità,
cantare lungo le strade "O surdato nnammurato" e con i loro carrettini nei
vicoli che offrivano la loro merce fresca e buona, gridando a squarciagola
le qualità del prodotto.
Quì con la nostra disciplina
tutto questo per loro divenne solo un ricordo. Misero da parte la nostalgia
e le malinconie e l'ingenuo del meridionale che non si perde mai d'animo si
incanalò nel commercio; con la loro tenace volontà di riuscire
non passò molto tempo che bellissimi negozi come per magia spuntarono
in vari punti della città.
E anche gli abitanti di "O sole
mio..." ebbero grande successo, per il tedesco nessun problema, Tonino in
persona al cliente tedesco dice: "Guten Morgen, was Wünschen Sie?" E'
proprio il caso di dire: niente è impossibile!
Da Mantova arrivano Franca e Alberto
con due figli, lei casalinga lui geometra, lavora presso una affermata ditta
edile non hanno difficoltà economiche, e nemmeno nella lingua anche
se non sanno pronunciare una parola di tedesco, riguardo a questo devo dire
una cosa, questo non è stato mai un problema per (chiamiamoli sempre
ancora "immigrati") perchè quì in Alto Adige quasi tutti parlano
l'italiano e così capirsi non fu difficile.
Fu Franca che non riusciva ad abituarsi
al nostro sistema di vita, però è comprensibilissimo, il primo
periodo abitavano a Silandro, un paese della val Venosta, che allora era veramente
poco ospitale specialmente per una persona come Franca tanto dolce e timida.
Non riusciva a fare amicizia, ovunque si trovava un muro davanti, gli abitanti
di allora erano gente scontrosa, non davano confidenza, e Franca ne soffrì
molto.
Oggi abitiamo nello stesso condominio
e nello stesso piano, ci vogliamo tanto bene, e a volte ci scambiamo i tegamini
con le nostre capacità culinarie, è fantastico!
Per Natale Franca mi fa i tortellini
quelli mantovani che sono molto, molto buoni, a volte i tortelli con gli amaretti
e la zucca beh... questi non è che mi piacciano molto, però
apprezzo la sua gentilezza, il suo pensiero, e i suoi tortelli diventano i
migliori del mondo!
Il futuro è sempre incerto, chi può dire cosa ci riserva?
Simpatica, gentile, sempre allegra,
questa è la vera Marisa.
Marisa non fa parte degli "immigrati"
però il suo caso mi sta a cuore perchè il suo problema è
molto vicino a me, e credo sia meritevole di essere tenuto in considerazione.
Sposò un Trentino residente
a Merano e dovette trasferirsi da Piacenza.
Anche lei doveva abituarsi al nostro
tenore di vita, al nostro modo di vivere, lei volle amicizie, calore umano,
e in principio trovò indifferenza e poca simpatia.
Un giorno mi venne presentata da
mia cognata, quattro occhi si guardarono... due mani si strinsero e fu amicizia!
Un giorno andai da lei, vidi la malinconia nei suoi occhi, e capii che aveva
pianto, uno sfogo gli avrebbe fatto bene, così prendendole una mano
gli dissi: "Marisa vuoi parlarmene?"
Il suo viso cambiò espressione, e venni a sapere che le sue sofferenze
non erano solo la difficoltà di inserirsi in un posto nuovo, e la nostalgia
della sua casa che aveva dovuto abbandonare, ma la questione era familiare,
(a tutela della privacy chiedo scusa se non desidero pronunciarmi). Tra Marisa
e me non ci sono più segreti, un destino quasi ci accomuna. E abbiamo
capito che, a volte è più facile mettere insieme i pezzi...
se un amico ti aiuta a raccoglierli.
Lei è sempre due metri
davanti a lui, non li ho mai visti camminare a fianco a fianco.
Ci conosciamo più di vista
che altro, ma se volevo scrivere queste righe ho dovuto decidermi.
…Mi piazzai davanti a loro
e con un simpatico sorriso dissi: noi ci conosciamo, però non ci siamo
mai parlati, se avete un pò di tempo vogliamo farlo ora?
Come era logico immaginare mi guardarono
come se mi fossero spuntate due teste!
Ehh? chiesi, si, fu la risposta,
e entrammo in un ristorante-bar che io sono solita frequentare, e dove si
può parlare indisturbati.
Nicola è operaio specializzato
presso un'officina meccanica, e Anna continua a fare la barista, come da ragazza.
Alle mie domande rispondeva sempre
Anna, Nicola viene da un paesino in provincia di Catanzaro, e mi dava la netta
impressione essere sottomesso e che quasi si sentisse a disagio su quella
sedia di fronte a noi. Ai suoi pochi tentativi di partecipare al discorso,
Anna lo fece zittire con la frase: "Certo si si". Così tutto quello
che seppi lo seppi da lei. Nicola fece il militare a Merano e Anna che è
di Merano la barista, si conobbero al bar dove lei lavorava. Lei rimase incinta
e si sposarono. Ma si vedeva chiaramente che fra loro e l'amore c'era un'incolmabile
distanza, e che si sono sposati per dare un nome al nascituro. A volte la
nascita di un bimbo può portare la comprensione, la serenità,
la felicità, ma da loro non è stato così, uno è
sempre davanti, e uno deve rimanere sempre indietro... peccato!
Era il 15 marzo quando andai da
Rosa e Franz, e la prima cosa che vidi come si aprì la porta fu un
immenso mazzo di rose rosse. Accipicchia! pensai, quì si che è
di casa l'amore!
Lei viene da Messina, lui è
di Merano, e lavora come camionista per una grossa ditta di trasporti, lei
è casalinga.
Persone simpaticissime, lui parla
in tedesco e lei risponde in italiano, lei parla in italiano e lui risponde
in tedesco, per il troppo baciarsi sono diventati bilingue, scherzano in continuo
e si prendono in giro a vicenda.
Parlano senza indugiare, non devo
nemmeno fare domande.
Rosa mi dice che hanno 60anni e
Franz risponde: "nein mein Schatz (no mio tesoro) 60anni gli hai tu, io ne
ho 59".
Parliamo un pò in tedesco
un pò in italiano, se mi avessero adottata sarei rimasta con loro!
Un settembre di tanti anni fa Franz
con il padre si recarono a Messina con un carico di tubi per la costruzione
di un acquedotto. Il padre di Rosa era l'ingegnere di questa ditta, e trovandosi
Franz con il padre per ragioni di lavoro a casa dell'ingegnere, ci fu l'occasione
che Rosa e Franz si videro e... presero fuoco!
Non hanno figli, ma tra loro c'è
un immenso mazzo di rose rosse!
Erika è di Merano, molto
bella, sposata da trent'anni con Raffaele nato a Caserta, hanno un figlio
di 26 anni Maurizio e sono in attesa del divorzio.
Trovai Erika sola con Maurizio, capii subito che non volevano la presenza
di Raffaele.
Fino a cinque anni fa tutto procedeva
bene, poi purtroppo la sorella single di Raffaele imparò la strada
per Merano presentandosi sempre più spesso e soggiornando per lunghi
periodi, e comportandosi in modo alquanto ineducato. Da allora le cose non
andarono più bene. Inutili furono le richieste, gli esempi di Erika,
nemmeno le minacce di Maurizio servirono anzi con questo sistema Raffaele
si esasperò di più, e una volta picchiò il figlio per
difendere la sorella. A Anche il figlio che vive da solo è d'accordo
con la madre e desidera che il padre con la sorella lascino per sempre la
casa. Certo la legge obbligherebbe il marito a mandare via la sorella immediatamente,
e a non farla più tornare, ma come dice Erika se questo accadesse lei
avrebbe l'inferno, a questo punto conviene il divorzio.
Ma perchè, perchè
mio Dio? Chi è egoista non sa cos'è il rimorso e neppure cos'è
l'amore.
Chissà se lo sa Raffaele?
Presi la mano di Erika era fredda,
come freddo sarà stato il suo cuore, non conoscevo Erika ma ci guardammo,
e in quel momento qualche cosa le disse cha aveva trovato chi la comprendeva.
In un condominio al terzo piano
abitano Lisa e Carmelo. Lisa è nata a Lagundo (Merano), Carmelo viene
da Palermo. Scarseggiano un pò i soldi, la loro vita è piuttosto
modesta, lui lavora in una pizzeria, lei casalinga, ma attaccata alla parete
dell'entrata c'è un cuore con la scritta: "Oggi come ieri, domani come
oggi". Mi guardano mentre leggo queste righe e mi sorridono, io mi giro verso
di loro e dico: "ho già capito tutto, non c'è bisogno di altro,
ma ditemi solo come vi siete conosciuti"
Fanno a gara per spiegarmelo. Lisa
aveva appena ricevuto la patente e con una vecchia cinquecento stava facendo
retromarcia quando va a sbattere contro qualche cosa. Scesa dalla macchina
si trova davanti a: due braccia alzate... un uomo... e una voce irrata: "m...
dove sta guardando ment..." ma non potè finire la frase perchè
quello che vide era così carino e due occhi così limpidi e dispiaciuti
che lo guardarono... che Carmelo abbassò le braccia, le si avvicinò
con la mano tesa e con il più bel sorriso possibile disse: "mi perdoni
lo sfogo, posso scusarmi offrendole un caffè?". Quel sorriso era così
irresistibile, che oggi su una parete della loro abitazione c'è un
cuore che dice: "Oggi come ieri, domani come oggi".
"Amore" una parola come tante,
eppure quanta gioia e quanto dolore nel suo significato.
Paura di perdere l'uomo che si
ama? o preferire non averlo mai conosciuto?
La differenza tra "NORD" o "SUD"
non ha molta importanza, quando il sentimento è profondo, l'amore trionferà
sempre.
Come si aprì la porta sei
occhi e un cane mi fecero festa, chiesi: “C'è la mamma?”
"Si si sono quì! vengo subito".
Guardai verso la voce ma non vidi
niente, sentii solo dire: "bambini fate accomodare la Elsa" e sei braccine
mi tirarono in casa.
Un'accoglienza così non
mi era mai capitata, in confidenza ero un pò delusa, il cane mi saltava
adosso, i rampolli mi portavano quaderni, libretti e giocattoli da guardare
con un continuo incrocio di strilli!
Finalmente sentii nuovamente la
voce della "mamma" e ebbi anche l'onore di vedere la sua persona! Un affarino
minuto ma tutta peperoncino. “Lei è Elsa vero? Beh... si! Io sono Concettina”
mi prende sottobraccio dicendo: “Adesso chiamiamo Luis”.
“Luuuuis... vieni c'è la
Elsa”, rimasi sempre più stupita però Concettina mi piacque.
Luis arrivò dal giardino (era grosso quanto lei minuta) con guanti
di gomma e una paletta in mano, si tolse i guanti e mi strinse la mano, era
simpatico e allegro.
Dunque che si vogliono bene l'ho
capito da tante cose: prima di tutto Luis è entrato dal giardino senza
pulirsi le scarpe, secondo: Concettina è più tranquilla di un
mare d'agosto! terzo: i loro figli fanno un casino senza che nessuno alzi
un dito, e il cane dorme tranquillo sul divano!
Concettina abitava da un anno a
Merano e veniva da un paese in provincia di Cosenza, Luis di Lana (Merano)
è giardiniere e per Natale vende alberi di Natale.
Siamo a Natale e Concettina va
a comprare l'albero, li guarda tutti, ma Luis guarda solo lei. Finalmente
si decide quale prendere e chiede che le venga portato a casa.
Luis suona il campanello e si trova
Concettina davanti, le consegna l'albero e una scatoletta... come la apre
vi trova un piccolo Babbo Natale. Concettina chiude gli occhi e vede il grande
albero sulla quale cima è appeso un piccolo Babbo Natale col viso di
Luis.
Sono passati gli anni, oggi sei
manine appendono all'albero un piccolo Babbo Natale, mentre un cane scodinzola
felice!
Appena suonai il campanello mi
venne aperto e mi trovai davanti i visi sorridenti di Natalie e Gianni, mi
fecero entrare in salotto e vidi che Natalie era in dolce attesa, mi raccontò
che sarebbe stata una bimba.
Gianni arrivò con i caffè,
e si sedette sul divano a fianco di Natalie, sono sposati da quattro anni
e mi dissero che quel bimbo lo avevano progettato un lontano giorno su un
treno che gli aveva portati entrambi in Germania.
Le cinque del mattino, una piccola
stazione deserta, solo Natalie aspettava il treno col suo borsone in terra
vicino a lei.
"Buon giorno... parte?"
Natalie si girò, guardò
quel mattiniero passeggero come lei e rispose: "Perchè si vede?"
Gianni un pò confuso non
seppe che altro dire: Ehm... sì!” Risero e Natalie e Gianni salirono
insieme sul treno.
Natalie, di Merano, allora al secondo
anno di lingue, viaggiava verso una città della Germania come interprete
per una ditta che esponeva alla fiera campionaria. Gianni nato a Brindisi,
al terzo anno di medicina, dovette interrompere gli studi per ristrettezze
economiche e trovato un lavoro come rappresentante di medicinali accettò
subito. Quella mattina ebbe la macchina in panne e perciò fu costretto
a prendere il treno che lo avrebbe portato a Trento, ma Gianni non arrivò
mai a Trento, ma in Germania. Mmmmm....
Chissà se quel progetto
espresso su un treno quattro anni fa, avrà gli occhi azzurri della
madre?
La prima cosa che notai fu la
bellissima recinzione di rose selvatiche attorno al giardino.
Doris e Lorenzo dicono che sono
passati tanti anni, ma il ricordo è sempre vivo, perchè quello
che il cuore conserva vive in eterno. Li guardo sorridendo e Doris mi prende
una mano mentre racconta...
Doris è nata vicino a Merano
infermiera diplomata (ma non esercitava) lavorava come dama di compagnia presso
un anziana contessa. Un giorno la contessa le disse che sarebbe arrivato ospite
un suo nipote convalescente da un forte esaurimento.
Fu così che un mattino scendendo
dalla sua stanza si trovò davanti un giovane che la degnò a
malapena di uno sguardo e di un buon giorno.
Lorenzo veniva da Napoli dove frequentava
l'università e sarebbe rimasto un mese con la zia, (sorella del padre).
Al pranzo l'unica animatrice era
la contessa, Doris era assente e mangiava poco, Lorenzo guardava di nascosto
Doris e non parlava.
Quella mattina Doris decise di
scendere prestissimo in giardino e camminare in mezzo a quella natura imperiosa
e bellissima, dormiva male e poco, il suo pensiero era Lorenzo.
Il sole cominciava a salire dietro
le montagne, e un nuovo giorno era iniziato. Doris riprese la strada di casa,
era triste, il suo sogno non si è avverato, Lorenzo sarebbe partito
oggi.
Mentre passò davanti a una
siepe di rose selvatiche, una mano sul suo braccio la fece girare, un'altra
mano colse una rosa bianca dalla siepe e gliela donò...
Lorenzo è architetto e Doris
casalinga, vivono in una bella casetta con un grande giardino circondato da
una siepe di rose bianche.
Sopra alla porta una lanterna
dondola nel vento e io spero tanto non mi caschi in testa.
La porta si apre e un uomo con
occhi azzurri e capelli biondi mi guarda.
"Io sono Elsa...”
“Ah si! Prego si accomodi”.
Sento sbattere una porta e subito
dopo davanti a me si presenta una donna molto bella con capelli nerissimi
che dice chiamarsi Lucia, mi indica l'uomo che mi ha aperto la porta dicendo:
“Questo è Ernst mio marito”.
“Bene ora che ci conosciamo volete
raccontarmi qualche cosa di voi? Ad esempio come vi siete conosciuti…”
Era una calda sera di fine agosto,
Ernst che è agricoltore e lavora la sua campagna tornava stanco col
suo trattore verso casa, quando si imbattè in una quindicina di ragazze
che gli chiesero un passaggio sul trattore, da prima sospettoso le guardò
in malo modo, quando una del gruppo le si avvicinò guardò nei
suoi occhi azzurri e disse: "Veniamo da Siracusa e siamo ospiti di una specie
di convitto, è tardi ci vorrebbe dare un passaggio?"
Nel ringraziarlo Lucia gli strinse
nella mano un minuscolo biglietto con un numero telefonico.
Oggi vivono in un "Bauernhof" la
loro vita è felice, in fondo al grande giardino un vecchio trattore
al quale è stato appeso un cartello, dice: "Da quì iniziò
il nostro amore"
Da allora sono passati vent'anni
e nel frattempo sono nati Stefano e Thomas, Stefano vuole inscriversi in agraria
e Thomas per ora si diverte a correre in fondo al giardino e salire sul trattore
dell'amore come ha fatto sua madre tanti anni fa.
ITALIANO TEDESCO
DIALETTO TIROLESE
aguzzo spitzig spitzig
albero Baum Bahm
treno Zug Zug
fatica Mühe plog
stella Stern Stearn
lontano entfernt weit
scelta Auswahl Wohl
letto Bett Bettstott
dovere müssen miaßn
emigrare auswandern auswondarn
caraffa Krug Kriagl
monte Berg Berg
studiare studieren studirn
piangere weinen rechrn
meglio besser beßer
commestibile essbar eßbor
separato getrennt getrennt
mare Meer Meer
importante wichtig wichtig
colazione Frühstück Frühstück
mittente Absender Obsender
scrollare schütteln schüttlen
quadro Bild Bild
pane Brot Broat
rabbia
Wut Zoarn
rabbia Wut
Zoarn
Dopo una settimana di tempo piovoso e incerto finalmente sembrava che
si mettesse sul bello, il cielo faceva intravedere zone di azzurro, il sole
ancora non si vedeva ma ero sicura sarebbe uscito da dietro le nuvole.
Mentre uscivo dal portone guardai ancora il cielo ma sembrava promettesse
bene, fra l'altro detesto gli ombrelli, poi sarei tornata subito, era giovedì
e come faccio sempre andavo a prendere il giornale, il mio giornalaio non
è molto distante circa dieci minuti di strada o forse nemmeno.
Ne approfittai anche per bermi un macchiato (caffè con un goccio
di latte) e fare due chiacchiere con Karl il proprietario.
Uscii con i miei giornali in mano e mi diressi verso casa. Ho visto
che il cielo si era nuovamente coperto e di azzurro non c'era più nemmeno
l'ombra! Ohh... non importa! tanto ero vicina e una volta
varcato il cancello d'entrata ero al sicuro! Affrettai il passo e arrivai
davanti al mio cancello presi la chiave e la girai nella serratura,
non si apre, e perchè? riprovai... niente! Accidenti...
che cosa è successo? Intanto il cielo diventava sempre
più scuro e io anche, no non c'era proprio niente da fare il cancello
non si apriva... era bloccato, finalmente ci arrivai, ecco cos'era,
mancava la corrente, cominciai a guardarmi attorno in cerca di qualche soluzione,
però niente. Mi misi sotto i balconi e dal marciapiedi cominciai
a chiamare qualche mia amica, Francaaaa... Helgaaa... non
venni sentita perchè il condominio è circondato dal giardino
perciò un pò distante dal marciapiede, ormai ero nera di rabbia,
e intanto per mia gran fortuna iniziò anche a piovere, io senza ombrello
e con i giornali in mano, riparo non ce n'era, si ci sono gli alberi della
strada ma erano ancora grondanti d'acqua della pioggia notturna. Dopo
mezz'ora che disperatamente cercavo un aiuto vedo arrivare dal giardino l'inquilino
del ultimo piano che voleva uscire mentre io volevo entrare, con la differenza
che lui aveva un ombrello, le spiegai l'accaduto dopo che gentilmente mi aveva
offerto l'ombrello ma che ormai bagnata fino all'osso non mi serviva.
Poi ho visto un uomo robusto all'altro marciapiede e l'ho chiamato, mi ha
preso in braccio e mi ha passata all'altra parte del cancello dove il mio
condomino mi ha presa. Che avventura!
Prima cosa non lascierò più a casa il cellulare, seconda, nell'
icertezza mi porterò sempre un ombrello con me come faceva Sir Chamberlain
che non lo abbandonava mai, almeno bene o male sarò al riparo!
uccidere umbringen umgebrocht
auto Auto Auto
settimana Woche Wochn
giorno Tag Tog
efficiente tüchtig tüchtig
gomito Ellbogen Ellebogn
padella Pfanne Pfonn
scappare weglaufen dafunlafn
percorso Strecke Streckn
nave Schiff Schiff
trovare finden gfundn
manica Ärmel Ärbl
cassetto Schublade Schublod
innocente unschuldig unschuldig
colpevole schuldig schuldig
esplodere explodieren explodiern
cucina Küche Kuchl
viaggio Fahrt Fohrt
corto kurz kurz
buono gut guat
padre Vater Votar
sigaro Zigarre Zigarn
amicizia Freundschaft Fraindschoft
occasione Gelegenheit Gleghnheit
autunno Herbst Herbst
sicurezza Sicherheit Sicharheit
brioche Hörnchen Gipfele
accendere anzünden onzüntn
traffico verkehr varkehr
ghiacciaio Gletscher Gletscher
ghiacciaio Gletscher
Gletscher
Io appartengo alle montagne, dove le stelle sono più vicine,
la luna è più grande e dove gli Edelweiss baciano il sole.
Sono passati tanti anni ma la visione è ancora nitida in me... un uomo
con lo zaino in spalla e per mano una bambina forse troppo piccola per la
sua età, credo che anche oggi io sia troppo piccola per la mia età...
mah! non si può avere tutto!
Circondati dal profumo dei pini degli abeti, e della resina, e sotto i piedi
un tappeto di aghi di pino e muschio, camminavamo felici, gli occhi pieni
della splendida natura, in terra qualche timida genziana pareva sorriderci.
Salendo il sentiero è diventato più stretto e allora papà
davanti, io di dietro, non si parlava in alta montagna non si parla mai, ma
mio padre non aveva bisogno di sentirmi parlare per sapere se c'ero, perchè
mia mamma mi aveva confezionato un cordoncino con la lana e mio padre vi ha
appeso un campanellino e poi me lo hanno messo al collo, sapete così
come si fa con le pecore, così sentiva sempre dove ero. Abbiamo
camminato a lungo, finalmente abbiamo trovato uno spiazzo e ci siamo seduti,
mio padre aprì lo zaino e tirò il mangiare, e ghaf gnaf,
in un attimo avevo spazzolato via tutto. Siamo rimasti seduti lì perchè
lì c'era la cosa più bella che io avessi mai visto, difronte
a noi illuminato dal sole un immenso ghiacciaio, le sue pareti brillavano
al sole e pareva quasi che nella sua grandezza si stesse spostando piano piano.
Fu tanti anni fa..... un uomo, una bambina troppo piccola per la sua età,
e un ghiacciaio.
fasciatura verband verbond
casa Haus Haus
prima früher/erst zersch
biscotti Keks Papele
regalo Geschenk Gschenk
pezzo Stück Bröckl
questo Das Dös
nano Zwerg Zwerg
cane Hund Hund
uova Eier Goggelen
vecchio Alter Oltn
panettiere Bäcker Bäck
cascata Wasserfall Woßerfoll
ghiacciato gfroren gfrorn
abitudine Gewohnheit Gwohnheit
veicolo Fahrzeug Fahrzaig
ricevere bekommen kriagsch
borsa Tasche Tasch
niente nichts nix
mano Hand Hond
piccolo klein kloans
sogno Traum Traam
correre laufen rennen
latte Milch Milch
porta Tür Tir
furbo schlau schlau
paese Land Lond
culla Wiege Wiag
scala Treppe Stiag
circo Zirkus Zirkus
tuorlo Eigelb Totar
istantaneo augenblicklich gleih
capire verstehen verstianhn
perchè warum/weil brum
ragazzo Knabe Bua
rimanere/stare bleiben bleim
piacere gefallen gfolln
disturbare stören störn
piega Falte Foltn
domandare fragen frogn
cucire nähen nahnen
parapetto Geländer Glandar
guardiano Wächter Wächter
tentare versuchen versuachn
ragazza Mädchen Gitsch
mai niemals niamols
storia Geschichte Gschicht
costringere zwingen zwingn
ponte Brücke Bruggn
vicolo Gasse Goßn
scaldare erwärmen warmen
volentieri gern gearn
negozio Geschäft
Gschäft/Lodn
Bellissime vetrine, grandi locali pieni di luce con eleganti arredamenti,
porte automatiche e aria condizionata, commesse che sembrano delle mannequin
così si presentano oggi i ancora pochi negozi rimasti.
Poi i grandi supermercati con i carrelli allineati all'entrata, e la spesa... "fai da te"!
Forse qualche romantico superstite dei tempi passati può ricordare e forse anche con un pò di nostalgia il tempo del simpatico negozietto chiamato anche "bottega" quel negozietto così casalingo e con quell'aria così semplice e confusionaria!
Cling clong... faceva la campanella appesa alla porta per segnalare l'arrivo di un cliente.
Quasi sempre la bottega non era molto grande, a volte era una stanza ricavata dall'appartamento, un bancone in legno occupava la lunghezza del locale sul quale facevano bella mostra dei contenitori in vetro con caramelle variopinte, una bilancia con i pesi e una affettatrice a mano, nel punto più lontano il cassetto per i soldi. Se si alzava gli occhi sopra al bancone si potevano vedere appesi i "acchiappamosche" che erano delle striscie gommose dove le mosche rimanevano attaccate.
Dietro il bancone degli scaffali occupavano la parete e sui quali ci si poteva trovare di tutto in simpatica confusione come: pattina per le scarpe, dentifrici, pentolini, carta da scrivere, cartoline, lampadine, filo, lana, biancheria intima, e perfino pantofole, mentre in una ghiacciaia venivano conservati i formaggi e salumi.
Nella parte bassa dello scaffale in un mobile con cassetti profondi e un vetro davanti c'erano pasta, riso, farina, e lo zucchero. In fondo al bancone su uno sgabello un grande contenitore col latte e appesi all'interno di esso le misure da 1/4 - 1/2 - 1 litro. Fuori dal bancone si trovavano i sacchi aperti col bordo arrotolato con fagioli, lenticchie, patate. Unico personale era la padrona del locale che trovava sempre il tempo per una chiacchierata col cliente e sapeva tante cose....
Ecco il ieri... con l'oggi. Qualcuno dirà "bei tempi passati!"
Beh... non lo so, però una cosa è certa la vita allora era molto
più semplice tutti si accontentavano di quello che avevano, e forse
non c'era la corsa alla carriera e ai soldi come oggi.
occhi Augen Augn
chiaro klar klor
linguaggio Sprache Sproch
coperta Decke Deckn
pacchetto Päckchen Packl
garanzia Garantie Garantie
sachetto Tüte Sackl
crudele grausam grausom
rondine Schwalbe Schwolm
sano gesund gsund
offendere beleidigen beleiding
strada Strasse Stroß
bosco Wald Wold
adatto passend paßent
mosca Fliege Fluig
bicchiere Glass Glaßl
scarpa Schuh Schua
notte Nacht Nocht
lunga lange longe
gonfio geschwollen gschwolln
lume Licht Liacht
fabbrica Fabrik Fabrik
guardare schauen schaugn
specchio Spiegel Spiagl
vuoto leer lahr
bicicletta Fahrrad Radl
campana Glocke Glockn
storia Geschichte Gschiecht
tazza Tasse Scholn
vestito Kleid Kleid
piccolo klein kloan
dipingere malen mohl
smettere aufhören aufhörn
persona Person Mensch
limone Zitrone Zitron
donna Frau Weib
neutrale neutral neutral
grande gross groaß
scrivere schreiben schraibm
viso Gesicht Gsicht
bello Schön schian
creduto glaubt gmuant
monte Berg Berg
giocare spielen schpiln
raccogliere sammeln somml
camicia Hemd Hemmat
riempire füllen fülln
cesto Korb Zegger
tavolo Tisch Tisch
vieni kommst kimmsch
nocciola Haselnuss Haselnuß
vino Wein Wein
tesoro
Schatz Schotz
Io ho un tesoro! Come?!! direte voi, no, no, non è
il tesoro del capitano Nemo, e nemmeno il favoloso tesoro nascosto delle avventurose
imprese dei pirati!
Ora vi racconto: la giornata è molto bella, è
primavera e il profumo delle magnolie è intenso, le aiuole in fiore,
gli uccellini saltellano di ramo in ramo, mi fermo davanti a un organetto
che suona mentre la scimietta con un cappellino in testa osserva i passanti,
metto la solita monettina nel piattino e preseguo. Su una panchina una giovane
mamma con il suo bimbo che gioca lì vicino, il bimbo mi guarda
e io gli sorrido lui raccoglie qualche cosa da terra e corre verso di me,
la sua manina grassoccia prende la mia e vi depone un sassolino, mi dà
un bacino e scappa.
Un pò confusa da questo gesto così ingenuo e sincero guardo
la mia mano aperta dove c'è questo insolito regalo e sono felice...
avevo trovato un tesoro!
A volte la vita ci dona delle cose stupende ci onora di gesti che parlano
di tenerezza e d'amore.
Torno a casa stringendo nella mano il mio piccolo tesoro, mentre il sole è
già alto e l'aria sa di primavera.
bambino Kind Kind
cucina Küche Kuchl
diritto gerade grod
saluto Gruss Gruaß
figlia Tochter Tochter
mela Apfel Äpfl
amore Liebe Liab
gambo Stiel Stengl
buco Loch Loch
prima früher zersch
raccogliere sammeln sommln
ballare tanzen tonzn
oste Wirt Wirt
giornale Zeitung Zeitung
tenere halten hebn
denaro Geld Gelt
scarpa Schuh Schuach
forza Kraft Kroft
bello Schön Schian
famoso berühmt berühmt
comodo bequem kamot
borsa Tasche Taschn
prato Wiese Wiesn
lacrima Träne Trän
abitare wohnen wohnen
orologio Uhr Uhr
uccello Vogel Vogl
frigorifero Kühlschrank Eiskoscht
odiare hassen hoßn
contento zufrieden froa
fredda Kalte kolte
sale Salz Solz
credo glaub moan
dovrei müsste miaßet
legno Holz Holz
sedia Stuhl Stuahl
dolore Schmerz Schmerz
grattare kratzen krotzn
sole Sonne Sunn
abbracciare umarmen umormen
padrone Besitzer Besitzar
sognare Träumen Tramen
miracolo Wunder Wundar
fumo Rauch Rach
serio ernst ernst
topo Maus Maus
sentiero Weg Steig
credere glauben moanen
panno Tuch Tuach
*mucca Kuh Kua
La mucca Kuh
Kua !
La mucca mi piace, un simpatico animale, tranquilla bruca l'erba senza
dare fastidio a nessuno, la sua docilità è fantastica io non
ho mai visto una mucca arrabbiata.
La mucca se la osservate noterete che non si differenziano una dall'altra tranne dal colore, infatti hanno tutte la stessa altezza e la stessa grossezza, la coda serva loro per cacciare le mosche, le orecchie non eccessivamente grandi sono in continuo movimento, quattro mammelle piuttosto lunghe che assomigliano alle carote e poi hanno anche le corna... eppure non si lamentano.
Io di mucche ne so qualcosa, perche' quando bambina e abitavo a S. Vigilio (per chi non lo sa S. Vigilio è un monte sopra Merano) ero giornalmente a contatto con loro, non che le avevamo noi le mucche, no perche' la casa era piccola e avevamo poco spazio! Ma sull'imbrunire ogni giorno andavo con mio padre a prendere il latte vicino alla chiesetta (dove mi hanno anche battezzata) lì c'erano delle belle distese di prati e alcune case di contadini che avevano anche allevamenti. Mi ricordo quelle lunghissime stalle con a destra e a sinistra ben allineate queste simpatiche bestie, e c'erano la contadina il contadino e un paio di ragazzi che le mungevano, seduti su dei bassi sgabellini con una sola gamba, fra l'altro la mungitura deve avvenire sempre alla stessa ora e ogni giorno, altrimenti la mucca ne soffre perchè ha bisogno di liberarsi del latte.
La mucca si può chiamare anche vacca ma non mi piace mi sembra come una parolaccia offensiva nei suoi confronti, con la sua pelle si può fare il cuoio il così chiamato "cuoio di vacca" tantissimi mangiano la sua carne. Ecco una cosa interessante, non avete mai osservato che il mandriano per guidarle al pascolo usa solo un bastoncino? eppure sono degli animali molto grandi, il fatto è che la mucca vede gli oggetti molto più grandi di quello che sono realmente, perciò quel bastoncino lei lo vede come un grosso bastone. Ora credo di aver raccontato le cose più importanti che la riguardano.
La mucca è la compagna del toro, e fa muuuuuuu....
vorrei möchte möcht
ritorno zurück zruck
storto schief schiaf
romanzo Roman Roman
equivoco Missverständnis Missverständnis
passo Schritt Schritt
regalare schenken schenkn
gentile höflich höflich
cucinare kochen kochn
tutto alles gonze/olls
viene kommt kimmp
cameriere Kellner Kellnar
vostra Euer Enkre
eterno ewig ewig
aceto Essig Essig
interprete Dolmetscher Übersetzer
distruggere zerstören zerstörn
olio Öl Öl
scopo Zweck Zweck
vecchio alte olte
comodo bequem komott
tenere halten hebn
sonno Schlaf Schlof
pensiero Gedanken Gedonkn
fagioli Bohnen Fisöln
aria Luft Luft
vasca Badewanne Bodwonn
comandare befehlen schofn
testa Kopf Kopf
gioia Freude Freid
succedere geschehen paßier
trota Forelle Forell
giudice Richter Richter
ponte Brücke Bruggn
vicolo Gasse Goßn
sapere wissen/sapere wißn
corto kurz kurz
salare salzen solzn
chiave Schlüssel Schlüssl
mostrare zeigen zoang
materasso Matratze Matrozn
orlo Saum rond
colore Farbe Forb
fermata Haltestelle Holtestell
guasto/rotto kaputt hin
come wie wia
dipinto Gemälde Gmolte
pazienza Geduld Geduld
naturale natürlich natürlich
torre Turm Turm
sopra über iber
valle Tal Tohl
pesante schwer schwar
attorno herum ummern
campo Feld Ocker
scuderia Pferdestallung Pferdestoll
uva Traube Traum
luccicare glänzen glänzn
sempre immer olm
operaio Arbeiter Orbeiter
ultimo letzte letztn
giovane Junge Junge
angolo Winkel/Ecke Egg
vento Wind Wind
panorama Panorama Außicht
castagna Kastanie Köschtn
gola
Kehle Hols
portici Lauben
Laubm
...l igiene e lo strudel...
Nella nostra città ci sono dei bellissimi portici, cosi comodi
quando piove! E proprio li che fu esposto uno Strudel che nessuno di noi meranesi
aveva mai visto! Ma più che l'enorme Strudel ho ammirato la delicatezza
e l'igiene con cui è stato presentato e offerto alla gente!
Lo Strudel è un dolce fatto con le mele Alto Atesino. Ed è stato
presentato sotto i portici su bancarelle ricoperte di bianche tovaglie nella
lunghezza dei suoi 200 m. Lo Strudel era tutto coperto con del cellofan e
ragazze in grembiule bianco e cuffietta bianca lo tagliavano e lo offrivano
su piatini e forchettine di plastica alle clienti...
Invece devo dire che mi sorprese molto e anche sfavorevolmente vedere in televisione
come venivano cucinati i vari pasti... che ho notato l'arte culinaria va molto
di moda... Un cuoco nel suo classico abito: capello bianco, giacca bianca,
grembiule pure bianco e pantaloni a quadretti bianchi e neri. Ma... con a
fianco una ragazza che sventolava la sua bionda lunga chioma sopra le pietanze...
mah...! e se qualche filo d'oro di quei capelli si potesse poi trovare avvolto
sulla forchetta assieme agli spaghetti?!...
Un altro simile esempio:
Bellissimi panorami... un gentile signore che fa le veci del cuoco, con un
simpatico grembiule non per l'igiene delle pietanze, ma più che altro
per non sporcarsi i pantaloni...! Anche lui attorniato da due belle ragazze
con lunghi capelli una mora e una bionda, certo nell'insieme fa un bel effetto...
però ora guardiamo questa bella immagine nella realtà... non
potrebbe succedere che qualche capello di queste belle testine prendesse posto
in una delle buone pietanze? E che poi spuntasse birricchino da qualche appettitoso
piatto?! Io direi che una cuffietta come le ragazze che vendono lo Strudel
non ci starebbe male in testa alle simpatiche ragazze (che sarebbero carine
communque) e che circondano i vari cuochi... se non altro per non trovare
qualche sgradevole sorpresa nei piatti!
forestieri Fremde Fremdn
poesia Gedicht Gedicht
signorina Fräulein Fräuln
piazza Platz Plotz
verde grün grian
foglie Blätter Laabr
già schon schun
asciutto trocken Truckn
fiume Fluss Fluss
rosso rot roat
acqua Wasser Woßar
bambola Puppe Poppele
pulito rein sauber
lode Lob Lob
rubare stehlen stehl
rosa Rose Rosn
zingaro Zigeuner Zigainer
ultimato beendet fertig
brocca Krug Kruag
perdere verlieren varliern
bussare klopfen klopfn
gioco
Spiel Spiel
Tanti anni sono passati da allora! Sono nata su un monte e vi ho vissuto
per cinque anni, fino a quando dovetti andare a scuola. E' un ricordo meraviglioso,
quella casetta in legno dove ho passato la mia infanzia, costruita da mio
padre e alcuni amici suoi, la mia slitta che correva silenziosa sulla neve
e un amico, uno solo! Albert! che abitava a circa due chilometri da noi ma
che il padre ogni giorno accompagnava dai noi e cosi giocavamo insieme. Mi
ricordo il nostro gioco preferito era fare i musicanti... mia mamma confezionò
per Albert una tromba fatta di un rotolo di cartone e io i piatti con due
coperchi delle pentole! Scendevamo lungo la stradina con i nostri "strumenti"
poi al ritorno facevamo udire a mia mamma e mia nonna che dovevano assistere
dalla finestra le nostre bravure, Albert soffiava in quel tubo fino a diventare
paonazzo e io battevo i coperchi facendo scappare tutti gli animali del bosco!
Ma la nostra grande soddisfazione erano gli applausi di mia mamma e mia nonna!
Albert, chissà dove sei oggi? chissà se qualche volta ricordi
quei due musicanti su quel monte, dove il mondo era nostro e dove nella nostra
povertà la felicità era sempre a portata di mano. Ciao Albert,
se la vita si ripete suoneremo ancora insieme!
accoglienza Empfang Empfong
gatto Katze Kotz
scuola Schule Schual
bianchi weissen weißn
credere glauben moanen
guida Führer Führer
saltare springen hupfn
condurre führen gfüarn
realtà Wirklichkeit Wirklich
pazienza Geduld Geduld
stalla Stall Stoll
dimenticato vergessen vergeßn
cavalcare reiten reitn
forestiero Fremder Fremmer
bagno Bad Bod
ripudiare verstossen verstoaßn
certo gewiss/bestimmt gwiß
ginocchio Knie Knia
cercare suchen suachn
gioire sich freuen gfrein
lievito Hefe Germ
dispiaciuto missfallen greit
mangiare essen essn
prosciutto Schinken
Schinkn
finalmente endlich
endlich
Forse è proprio la parola che usiamo di più anche se non
ce ne accorgiamo, un esempio:
finalmente a casa - finalmente ho finito - finalmente tocca a
me - finalmente sei arrivato - finalmente vado in ferie,
insomma questa parola volendo o non volendo ci è sempre vicino!
Tanti anni fa quando ero bimba mi capitò di fare un favore a una mia
vicina di casa, ma per me fu una mezza tragedia proprio per la parola
"finalmente" non è che l'avevo pronunciata nooo, l'avevo solo
pensata, eppure...
stavo giocando nel cortile con terra, acqua, e qualche pentolina, la mia passione!
Lieseleeee... alzai gli occhi e vidi la signora del piano di sopra che
mi disse: Liesele me lo faresti un favore? Naturalmente le risposi subito
di sì, perchè sapevo che dopo mi aspettava la mancia.
"Mi dovresti andare da Seibstock a comprare un *anguilotti* " che sarebbe
un'anguilla marinata e poi passata al forno e attorcigliata, esattamente
non lo so, ma più o meno è così.
Bene! Tutta entusiasta parto naturalmente essendo una parola difficile
e non conoscendola e anche poco pratica della lingua italiana, continuai lungo
tutta la strada a ripetermi: anguilotti, anguilotti, anguilotti,
il tragitto era abbastanza lunghetto ma finalmente entrai nel negozio. C'erano
diverse persone e dovetti aspettare il mio turno, naturalmente continuando
a ripetermi questo accidenti di *anguilotti* ed ecco che tocca a me
e contenta mi dissi *finalmente* è bastato quel attimo di disattenzione
ed ecco che non mi sono più ricordata come si chiamasse quella cosa
che dovevo comperare, e la commessa chiese: "cosa vuoi piccola?" ma siccome
si dice che ognuno di noi abbia il suo angelo custode, il mio mi suggerì
subito il nome perso e felice dissi a voce ben alta: "un coccodrillo"!
Al momento ci fu un gran silenzio di risa trattenute che poi esplosero in
tutta la loro grandezza!
E la Lisele tornò dalla vicina di casa senza l'anguilotti e anche senza
coccodrillo!
sale Salz Solz
incerta ungewiss ungwiße
amare lieben liam
bere trinken trinkn/saufn
anno Jahr Joor
collega Kollege Kolleg
nuovo neu nuis
spassoso spassig hezzig
libro Buch Buach
cetriolo Gurke Gurkn
hanno haben hobn
giardino Garten Gortn
stoviglie Geschirr Gschirr
accamparsi lagern logarn
decidere entscheiden entschain
forchetta Gabel Gobl
asciugare trocknen trocknen
sconosciuto unbekannt unbekonnt
ripartire weiterfahren weiterforn
smettere aufhören aufhörn
nausea Übelkeit Übl
pesca Pfirsich Pferschar
stampella Krücke Kruckn
giardiniere Gärtner Gärtner
rete Netz Netz
vitello Kalb Kolb
comperare kaufen kafn
pascolo Weide Olm
sgradito unerwünscht unarwinscht
lacrime Tränen Tränen
fazzoletto Taschentuch Soktiachl
telefono Telephon Telephon
vecchio alte olte
preocupazioni Sorgen Sorgn
sazio satt sott
guancia Wange Wongn
fame Hunger Hunger
nessuna keine koane
curioso neugierig naigierig
mondo Welt Welt
ha hat hot
autista Fahrer Schoffer
stagione Saison Saison
...da me ai miei vicini di ombrellone...
Ecco la stagione tanto attesa! Una fila di ombrelloni, una fila di sdraio
e a fianco i lettini per chi desidera sdraiarsi al sole e spiaggia, tanta
spiaggia, questa è l'estate! So che non è molto educato ascoltare
i discorsi altrui, ma siccome non c'erano porte... e allora finsi di dormire
e ascoltai tranquillamente i discorsi dei miei vicini di ombrellone! Una signora
abbastanza robusta con un'altra anche lei buona in carne, parlavano del loro
simpatico e dolce nipotino... che buttando in aria la sabbia con la paletta
mi dava un maledetto fastidio! e che la dolce e amorevole nonnina ignorava
completamente! Finalmente la nonnina cambiò discorso con l'amica e
il simpatico pargoletto cambio gioco, correndo verso il mare per riempire
un secchiello d'acqua chemi auguravo non buttasse in aria come aveva fatto
poco prima con la sabbia! No si accontentava di fare buchi nella sabbia e
riempirli con l'acqua.
Il discorso ora si trasferì all'arte culinaria... a questo discorso
prese parte anche la mia vicina alla destra della mia sdraio... e il discorso
divenne sempre più vivace e non tardai di trovarmi circondata da...
fasoi... pomodori ripieni... baccalà... e minestrone, mentre il pargoletto
continuava a schizzare acqua! Michelinooo... (la voce della nonna) "racconta
alla signora come fa le uova la nonna!" a questo punto mi alzai e andai
verso il mare pensando... che i vicini di ombrellone della cara nonnina, avrebbero
senz'altro preferito un Michelino meno intelligente sulle uova... ma più
sull'educazione...
ricevere bekommen
kriagn
filo Faden Fohn
dover müssen miaßen
scorrere fliessen fliaßen
croce Kreuz Kreiz
perchè warum/weil Brum
volentieri gern gearn
sedurre verführen verführn
terra Erde Eart
dolce Süss siass
madre Mutter Muatar
acido Säure sauer
orecchino Ohrring Ohrring
polvere Staub Staab
stanchezza Müdigkeit Müadigkeit
autocarro Lastwagen Loschtwogn
slitta Schlitten Rodl
guardare schauen schaun
confessione Beichte Beichtn
spirito Geist Geischt
televisore Fernseher Fernseher
breve kurz kurz
vita Leben Lehm
brutto hässlich schiach
alunno Schüler Schüalar
caffè Kaffee Kafe
orso Bär Bär
condurre führen gfüahrn
pazienza Geduld Geduld
coraggio Mut Muat
acino Beere Kern
emergenza Notfall Notfoll
indietro zurück zrugk
adagio langsam longsam
cappello Hut Huat
tenda Gardine Vorhong
chiesa Kirche Kirchn
muro Mauer Mauer
lago See Sea
spedire/mandare schicken schikn
nato geboren geborn
pavimento Fussboden Bohn
speciale besonder bsundrs
muto stumm stumm
scivolare rutschen rutschn
musica Musik Musik
lontano Weit/fern Weitn
anello Ring Ring
perfino sogar sogor
loro ihr ihmene
cassiere Kassierer Kasierer
santi Heiligen Heiling
ferro Eisen Eisn
Natale Weihnachten Weihnochtn
guanto Handschuh Hondschua
settimana Woche Woch
intelligente intelligent gschaid
destra Rechte Rechte
sarto Schneider Schneidar
cavallo Pferd Ross
fiori Blumen Bluamen
sportello Schalter Scholtar
carne Fleisch Fleisch
ricordare erinnern gmerken
promessa versprechung verspruch
vedo sehe siech
sgridare ausschelten schimpfn
grembiule Schürze Schurz
nave Schiff Schiff
domanda frage frog
gioire freuen gfrein
quasi fast völlig
indovinare raten darrotn
chiave Schlüssel Schlüßl
impazienza Ungeduldigkeit Ungeduld
poco Wenig bißl
ieri gestern geschtarn
veloce schnell schnell
gustare schmecken schmeckn
liquido Flüssigkeit Flüssigkeit
dire sagen soggn
adesso Jetzt Jetz
cosa was wos
tegame Tiegel Hafele
bottega Laden Lohdn
soffiare ausblasen ploosn
volentieri gern gearn
bocca Mund Maul
dito Finger Fingar
romantico romantisch romantisch
cosiddetto sogenannt sognont
dietro hinter hintrn
scatola Schachtel Schochtl
pulce Floh Floach
stare stehen stian
amaro bitter bitter
gocciolare tropfen Tröpfln
sentire hören hearn
fontana Brunnen Brunnen
anima Seele Sea
forse vielleicht villaicht
litigare streiten schtraitn
calza Strumpf Strumpf
sega Säge Sog
rifiuti Apfall Opfoll
spettinato spettinato zottelt
cuore Herz Herz
dire sagen sogn
gioventù Jugent Jugent
zampa Pfote/Tatze Pratzl
creatore Schöpfer Schöpfer
perdonare verzeihen verzeihn
doppio doppelt dopplt
sasso Stein Stoan
dormire schlafen schlofn
abbaiare bellen belln
Lo sentite abbaiare dopo un pò non ne potete più, bastaaaaa
piantala! cuccia... lui abbassa la coda e le orecchie e mogio mogio va a cuccia.
Voi avete fretta, gli pestate una zampina, kaiiii kaiii kaii... però
non vi fa niente, non vi morde, non vi agredisce, anzi vi guarda quasi quasi
volesse scusarsi di essersi lamentato.
Avete molto da fare e dimenticate di mettergli l'acqua, lui ha sete la
sua scodella è vuota, ma non vi manda quattro accidenti come vi meritereste,
ma aspetta paziente fin quando ve ne ricorderete.
L'amore, la fedeltà verso di voi, è senza interesse, è
leale è sincero. Non vi chiede che un pò d'affetto e un pò
di cibo, ma lui vi dà tutto.
"E' una calda giornata d'estate, siamo sull'autostrada si apre lo sportello
di una macchina lui viene scaraventato in strada, la macchina riparte. Si
guarda attorno spaurito e abbandonato e si chiede il perchè... vagherà
forse anche per giorni con suoi unici compagni la sete e la fame... in questi
suoi giorni di vagabondaggio tante e tante volte penserà a voi... ma
voi dove siete? Verrà investito e forse soffrirà ancora non
solo moralmente ma anche materialmente su quel infocato asfalto e quando tutto
finirà per lui, nonostante tutto lui non vi odierà, ma vi dona
ancora il suo ultimo pensiero."
E' la mia preghiera a tutti coloro che leggeranno le mie righe: "Prego
non fate tanto male a coloro che vi vogliono tanto bene." questa la mia preghiera,
e questa quella del vostro a volte sfortunato amico:
Preghiera del cane.
"O Signore di tutte le creature,
fa che l'uomo mio padrone,
sia così fedele verso gli altri
uomini come io gli sono fedele.
Fa che egli sia affezionato
alla sua famiglia e ai suoi amici
come io sono affezionato a lui.
Fà che egli custodisca onestamente
i beni che Tu gli affidi, come
onestamente io custodisco i suoi.
O Signore di tutte le Creature fà
che, come io sono sempre stato
veramente cane,
egli sia veramente uomo."
Pensate a queste parole, pensate al vostro fedele amico, pensate a chi
vi vuole bene.
"I giocattoli! oggi tutti i bimbi hanno giocatoli, chi più
costosi chi meno...
Io fino a sei anni avevo un coniglietto (vero) era bianco e nero e si chiamava
Hansi, poi una gallina rossa che ogni giorno mi regalava l'uovo! heehehehe
e un cagnolino Lilli che giocava sempre con me. Poi un Natale ricevetti una
simpaticissima bambola che mi confezionò mia mamma, con pezzi di stoffa
e lana con due grandi occhi celesti e una bocca sorridente e con un cappellino
di lana. Veramente forse le sue gambe e le sue braccia erano un pò
troppo lunghe, però per me era la bambola più bella del mondo.
Questi erano i miei giocatoli, però avevo un amichetto, un ragazzino
della mia età che il padre accompagnava da un paesino Pavicolo due
volte alla settimana da me per giocare.
Il nostro gioco preferito era fare i musicisti, Albert aveva un rotolo di
cartone e io due coperchi delle pentole, correvamo con i nostri strumenti
giù per la stradina e poi tornavamo suonando. Albert tanto soffiava
in quel tubo che era tutto paonazxzo in faccia e io battevo i coperchi che
scappavano tutti gli animali del bosco! Però vedevo mia mamma e mia
nonna sulla finestra che guardavano il nostro arrivo battendo le mani... questo
per noi era il più grande premio."
***
Avevo sei anni e da pochi mesi frequentavo la scuola con
entusiasmo, felice di imparare a leggere e scrivere.
Nella mia classe (la prima elementare) nel primo banco sedeva una bambina
figlia unica di un colonnello dell'esercito. Si chiamava Adele Parisi ma la
maestra la chiamava Lillina, vestiva sempre bene e aveva i riccioli biondi,
ma io non mi sono mai permessa di avvicinarmi a lei, mi faceva soggezione.
Un giorno camminavo con mia mamma lungo il corso e passando davanti a una
pasticceria la vidi seduta con altre due signore, forse se sarei stata sola
non l'avrei fatto, ma ero con mia mamma e volevo farle vedere che ero amica
di una bella bambina con bei vestiti, così guardandola le dissi: "Ciao
Lillina" come pronunciai queste parole lei si girò dall'altra
parte.
Mia mamma che aveva visto e... capito quanto ci sono rimasta male, mi strinse
a se e mi disse: "Guarda Elsina quante cose belle abbiamo... il sole,
le nuvole, il cielo, gli alberi, i fiori, gli uccellini, il torrente, sono
tutte cose nostre e non costano niente, queste sono le cose che rendono bella
la nostra vita... e ora sorridi a queste belle cose che Gesù ti ha
regalato e non dimenticare mai di ringraziarlo.
solletico Kitzel kitzlen
innamorato verlieb verliabt
pioggia Regen Regn
inviare senden schikn
ago Nadel Nodl
ridere Lachen Lochn
chiamare rufen ruafn
danno Schaden Schon
letto Bett Bett
ditale Fingerhut Fingerhuat
sporco schmutzig Dreket
carta Papier Papier
vicino nah nehm
cravatta Kravatte Kravattn
amico Freund Fraind
tulipano Tulpe Tulpn
bicicletta Fahrrad Radl
angelo Engl Engl
successo Erfolg Erfolg
paese Dorf Dorf
correre laufen lafn
dito Finger Finger
lampada Lampe Lompn
vetrina Schaufenster Auslog
dormire schlafen schlofn
sognare traumen traamen
veleno Gift Gift
odiare hassen hoß
premere drücken druckn
quì hier do
generale allgemain ollgemain
quaderno Heft Heftl
carino herzig herzig
strega Hexe Hex
raccontare erzählen derzählen
buco Loch Loch
sandalo Sandalette
Sandal
Ohhh... il caldo e il turismo...
Quì come ovvunque gran caldo... si parla anche di siccità e
dobbiamo risparmiare l'acqua. Però nonostante questo i turisti specialmente
germanici non mancano... con la loro arrogante spavalderia! Una volta si diceva
arriva la stagione dei turisti, adesso ci sono tutto l'anno! Binocolo e macchina
fotografica appesa al collo subito pronti per immortalare un bel panorama
di cui noi abbiamo vasta scelta. Chi invece attraverso il binoccolo vede qualche
cosa di interessante e a gran voce chiama gli altri per far ammirare la sua
scoperta! Li puoi vedere seduti anche all'ombra ovunque con in una mano il
panino e nell'altra la lattina di coca cola o di birra... le lattine vuote
poi naturalmente resteranno lì dove sono state consumate...! W il grande
turismo! L'abigliamente quasi sempre consiste in: mutandoni all' inglese,
calzini bianchi e gli immancabili sandali alla francescana, tanto amati da
tutta la famiglia e un minuscolo cappellino in testa, a cosa serve, non l'ho
mai capito! Girano quasi sempre in copia tenendosi per mano e uno tira a destra
e l'altro a sinistra! Oppure girano a gruppi di quattro o sei persone. Però
una cosa più delle altre mi è rimasta impressa... camminavo
sotto i portici e di fronte a me stava arrivando una copia, quando erano alla
mia altezza il gentile consorte o amico pilotò la signora in avanti
fra la gente e mi fece l'occhiolino! Sto simpatico mascalzone...! Beh... almeno
in una cosa mi sono simpatici
bosco Wald Wold
radice Wurzel Wurzn
terra Erde Eart
strada Strasse Stroß
magro Schlank Mogar
spiaggia Strand Strond
punire strafen strofn
vedo sehe siech
aria Luft Luft
nuovo neu nuie
forte stark stork
busta Umschlag Kowert
fortuna Glück Glück
semplice einfach einfoch
finito fertig fertig
pace Friede Frien
fisso fest fescht
colore Farbe Forb
ricevere erhalten greachg
cercare suchen suachn
andare gehen geahn
lento langsam longsam
offrire anbieten onbieatn
capire verstehen verstiahn
testimone Zeuge Zeuge
cuoca Köchin Köchin
rondine Schwalbe Schwolb
indovinare raten darotn
cucina Küche Kuchl
svuotare ausleeren auslarn
necessario Nötig notwendig
danneggiare beschäding beschäding
officina Werkstatt Werkstott
davvero wirklich wirklich
acciaio Stahl Stohl
camera Zimmer Zimmar
schiaffo Ohrfeige Ohrfeig
cambiare wechseln tauschn
sabbia Sand Sont
firma Unterschrift Untarscgrift
superfluo überflüssig überfluß
risparmiare ersparen sporen
trasloco Versetzung plündern
gettare werfen schmeisch
domandare fragen frogen
viene kommt kimmp
cassa Kiste Kischt
fienile Heuboden
Stodl
Da noi in Alto Adige la Pentecoste si festeggia domenica e anche il lunedì,
chiamato il lunedì di Pentecoste, non chiedetemi il perchè questo
non lo so, so che mentre tutto il resto della popolazione italiana lavora
noi facciamo festa!
Io con tre amiche avevamo deciso di andare a Avelengo, un monte sopra Merano
e ci si arriva comodamente in macchina, per chi ce l'ha naturalmente nessuno
di noi quattro aveva la macchina e due nemmeno la patente, io compresa.
Così abbiamo preso la funivia che ci portò fino a Avelengo,
arrivate ci siamo incaminate per un sentiero nel bosco che ci ha portate in
un maso, dunque aspetta che vi dico cos'è il *maso* quelli che abitano
lontano dai monti non lo possono sapere, il maso è in parole povere,
una casa di contadini e che quasi sempre si trova in montagna, in stile molto
molto rustico, è costruita su basi in pietra e il resto in legno, all'interno
prevale il legno come i mobili anche le pareti sono in legno e la caratteristica
sono i fiori, i fiori gli troverete ovunque, alle finestre ai balconi, ovunque
vi girerete troverete fiori quasi sempre geranei rossi. Perciò se troverete
in alta montagna una simpatica costruzione fatta esclusivamente di pietra,
legno, e fiori, ecco... questo è un "maso".
A differenza di altri questo fungeva anche da alberghetto di alta montagna.
Arrivate abbiamo mangiato, certo il semplice e genuino mangiare del contadino,
niente anatra all'arancia! Scordatevela!
Poi ci siamo messe al sole e chiacchierando le ore sono volate, così
abbiamo ripreso la strada per la funivia. Arrivate alla stazione la
sorpresa... l'ultima funivia era già partita, e adesso? Le pensioni
a monte erano tutte occupate, niente posto per noi quattro. Che dovevamo fare?
accipicchia!
Ci venne in mente di chiedere a qualche maso, adesso sapete cos'è il
maso vero? Dopo il terzo tentativo finalmente abbiamo trovato: "il fienile!"
Abbiamo dormito in mezzo al fieno fantastico, I'odore del fieno della natura,
la genuinità del mangiare e la semplicità della gente sono rimasti
un bel ricordo.
dentro drinnen drinn
quasi fast völlig
ascoltato Gehört Glost
mattino Morgen Friah
stanco Müde Müad
matita Bleistift Bleistift
vispo lebhaft lebhoft
urto Stoss Stoass
busta Umschlag Kowert
maledire verfluchen verfluachn
ringhiare knurren knurrn
ammalato krank kronk
usignolo Nachtigall Nochtigoll
piovere regnen regnet
domanda frage frog
sinistra Linke Linke
chiuso geschlossen zua
macchia Fleck Fleck
prato Wiese Wissn
largo breit broat
ardente heiss hoaßen
sentimento Gefühl Gfühl
cipolla Zwiebel Zwiefl
affumicato geräuchert gracht
sposa Braut Braut
oggi Heute heit
fungo Pilz Pilz
fungo Schwamm Schwaml
biondo blond blond
frutta Obst Obst
baciare Küssen Bussl
durare dauern dauert's
arcobaleno Regenbogen Rengbogn
petulante übermütig übermiatig
camminare gehen giahn
scambiare tauschen tausch
accarezzare streicheln streichl
conchiglia Muschel Muscl
velluto Sammet Sommt
fiorire blühen bliahn
boccioli Knospen Knospn
soffiare blasen blosn
debole schwach schwoch
tremare zittern zittrn
pazzesco verrückt vrschreckt
qual'cosa etwas eppes
segreto Geheimnis Gehaimnis
piatto Teller Tallr
vetro Glas Glos
pigro faul faul
scopa Besen Besn
gancio Haken Riegl
piegare beugen biang
tosse Huste Huaschtn
pizzicare kneifen zwikn
divano Couch Tiwan
cervello Gehirn Hirn
popolo Volk Volk
dottore Doktor
Doktar
stazione Bahnhof Bohnhof
...Io vedo la mia stazione...
Come ogni paesino e città, anche la mia ha una stazione, un chiaro
simbolo di arrivi e partenze, ma non è solo questo la vera ragione
per cui ho scritto queste righe. Noi cittadini ci siamo abituati, ma c'è
qualche cosa che io vorrei poter nascondere agli occhi del turista! La mia
città così bella! Dove regna la massima disciplina, dove ogni
cosa parla di perfezione e di beltà. Ma scendi dal treno e entri in
stazione... la prima cosa che vedi è una specie di pollaio dove vengono
venduti i biglietti per i vari autobus... più in là un giornalaio
che sonnecchia su uno sgabello e ogni tanto apre un occhietto e guarda cosa
avviene al di fuori del suo sgabuzzino...! Poi ci sono gli sportelli dei biglietti
ferroviari dove un bigliettaio ti guarda come volesse dire: "che vuoi
da me?" C'è pure una fotocopiatrice, funziona? boh... non lo so...
forse può essere l'unica cosa che funziona! E alla fine abbiamo pure
una cabina per le foto con esposte delle foto che non sono mai state cambiato
segno dei magri affari...!
Si dice che ogni medaglia ha il suo rovescio! però spero tanto che
questa medaglia ben presto vanti un rovescio migliore!
p.s. Uno di questi giorni ho avuto occasione di entrare nella stazione...
e con grande sorpresa ho notato che è stato tolto il pollaio... ora
l'atrio della stazione sembra già molto migliorato. Anche il giornalaio
ora stà in piedi... e il bigliettaio l'ho visto attivo e sa esattamente
per cosa la gente viene da lui! W la mia stazione... la medaglia ora ha un
rovescio migliore!
cattivo böse znicht
prima bevor vohr
seno Busen Busn
regina Königin Königin
re König König
cavaliere Ritter Reiter
fulmine Blitz Blitz
gaio fröhlich fröhlich
colore Farbe Forb
lampadario Lampenträger Lompnschirm
colombo Taube Taum
ripetere wiederholen wiederholn
aspettare warten wort
matto Narr Norr
rigido steif steif
pettine Kamm Kampl
coniglio Kaninchen Hos
droga Rauschgift Rauschgift
peloso haarig horig
sbucciare schälen schäln
patria Heimat Heimat
buco Loch Loch
gallina Henne
Henn
Cosa posso dire della gallina? Si, ha le ali ma
non sa volare, ha la cresta ma non è un gallo, però a differenza
del gallo sa fare le uova. La nostra casa di allora era un pò rurale
o contadina come volete, perciò nel grande spazio che la circondava
svolazzavano e correvano galline e altri animali così chiamati
"da cortile". Il compito della loro cura l'aveva mia nonna, che pensava
al nutrimento, alla pulizia e a tutto quello che riguardava il loro benessere.
Sotto la scala che conduceva all'entrata era stato ricavato uno sgabuzzino
che serviva alle galline per deporre le uova. Il nostro cane Floki che aveva
scoperto il nascondiglio fece ogni giorno regolare visita al sgabuzzino dopo
che le galline avevano deposto le uova, e mia nonna si chiedeva: "ma
come mai le galline non fanno più le uova?" ma un giorno lo trovò
che usciva dallo sgabuzzino leccandosi i baffi! Ah hha... pensò
e trovò subito il rimedio. Fece bollire tre uova e ancora bollenti
le depose nel nido prendendo via quelle fresche.
Come Floki si trovò solo andò a bersi le uova, ma....
....dall'ora le uova le divennero indigeste!
misto gemischt gmischt
cotenna Schwarte Schwortn
duro/sodo hart hort
gomitolo Knäuel Knuidl
patate Kartoffel Eartepfl
bestemmiare fluchen fluachn
cresce wachsen woggst
occhi Augen Augn
insultare schimpfen schimpfn
stupendo wunderschön wunderschian
bugiardo lügnerisch lüagar
impaziente ungeduldig ungeduldig
naso Nase Nosn
coperchio Deckel Deckl/Luck
occhiali Brille Aungleser
vicino vheran darnehm
esaminare untersuchen untersuachn
bocca Mund Mund
mordere beissen beißn
autorità Behörde Hochheit
marinaio Matrose Matros
labbra Lippen Lippm
mattone Ziegel Ziagl
prima früher zuerst
novità Neuheit Naihait
funivia Seilbahn Seilbohn
morbido weich woach
orecchio Ohr Ohr
raffreddore Erkälttung Schnupfm
pesce Fisch Fisch
pasta Teig Nudl
campane Glocken Glogg
inghiottire verschlucken schlukkn
uccidere töten töatn
inferno Hölle Höll
isola Insel Insl
specchio Spiegel Spiagl
archivio Archiv Archiv
gomma Gummi Gummi
moneta Münze Münz
aggressione Überfall Überfoll
pianura Ebene Ebne
zappare hacken hockn
guidare führen führn
accadere geschehen gschen
uomo Mann Monn
bagnare nassmachen noßmochn
salvare retten rettn
capra Ziege Goas
pantaloni Hose Hosn
carino hübsch liab
abbandonare verlassen verlossn
bilancia Wage Wog
caccia Jagd Jogd
volontà Wille Willn
scalzo barfuss blorfuass
barba Bart Bort
cotone Baumwolle Baumwoll
abbastanza genug genua
costruire bauen baun
seriamente ernstlich ernst
motocicletta Motorrad Motorrod
suola Sohle Sohl
rumore Lärm Larm
domanda Frage Frog
confondere verwechseln verwechsln
disturbare stören stehrn
abbondante reichlich viel
pomodoro Tomate Paradais
contratto vertrag vertrog
rarità Seltenheit Seltn
abitazione Wohnung Wohnung
punibile strafbar strafbor
esempio Beispiel Beispiel
rosolare rösten reastn
segnale Abzeichen Zeichn
diavolo Teifel Tuifl
abitudine Gewohnheit Gwonheit
fiaba Märchen Gschicht
orma Spur Spur
novità Neuhheit Nuiheit
roccia Felsen Felsn
gabbia Käfig Schteign
insolenza Frechheit Frechheit
lingua Sprache Sproch
lingua Zunge Zungn
capuccio Kapuze Kapuzn
luce Licht Liacht
ombrello Schirm Schiarm
appendere aufhängen aufhängen
barbiere Herrn Friseur Menner Friser
parrucchiere Damen friseur Fraun Friser
dialetto Dialekt Dialekt
rapa Rübe Ruab
accanto neben nem
prudenza vorsicht vorsicht
ladro Dieb Diab
quale welche welchar
spumante Sekt Sekt
giornaliero Täglich Täglich
camicia Hemd Pfoat
vuoto leer lar
bancarella Stand Stantl
accendere anzünden onzintn
piede Fuss Fuass
matrigna Stiefmutter Stiafmuatar
efficiente tüchtig tüchtig
tradurre übersetzen übersetzn
restituire zurückgeben zruckgem
premere drücken druckn
gamba Bein Hags
pipa Pfeife Pfeifn
gioco Spiel Spiel
occhiali Brille Aunggläser
povero arm orm
guinzaglio Leine Leine
aglio Knoblauch Knofl
debole schwach schwoch
cliente Kunde Kundschoft
dunque also also
accesso Zutritt Eingong
buttare werfen werfn
acciaio Stahl Stohl
sigla Zeichen zeichn
limone Zitrone Zitron
grasso/unto Fett Fettn
grasso dick dick
odore Geruch Gruach
ruggine Rost Rost
gomitolo Knäuel knaidl
balcone Balkon Balkon
tovagliolo Serviette Serviett
dividere teilen toaln
piazza/posto Platz Plotz
raccontare erzählen erzähl
manico Griff hengl
febbre Fieber Fiabar
ballare tanzen tonzn
salvare retten rettn
pesca Pfirsich Pferschar
bagaglio Gepäck Gepäck
diventare werden wern
arrabiato ärgerlich zornig
bandiera Fahne Fohn
crescere wachsen wochsn
basso niedrig nieder
sguardo Blick Blick
pacco Pack Pock
sacerdote Priester Pforrar
pennello Pinsel Pemsl
abbandono verlassen verlossn
zio Onkel Onkel
becco Schnabel Schnobl
vergognarsi schämen schamen
rospo Kröte Krotn
stretto eng eng
ronzio Gesause Grausch
carta Papier Papier
offrire anbieten anbieten
rassomigliante ähnlich gleicht
oca Gans Gonz
vittoria Sieg Sieg
mordere beissen beissn
lenzuolo Bettuch Leintuach
forbice Schere Schar
ideare ersinnen erfünt
leggero leicht leicht
pomata Salbe Solm
lana Wolle Wolln
vuoto leer laar
apparecchiare zubereiten aufdekn
collo Hals Hols
annegare ertrinken ertrinkn
paura Furcht Ongst
disco Schallplatte Spielplottn
peccato Sünde Sind
peccato! schade schod
cranio Schädel Schädl
dentista Zahnarz Zohnorz
correre laufen lafn
rumore Lärm Larm
nascondere verstecken versteckn
catena Kette Kettn
slitta Schlitten Schlittn
pulire reinigen putzn
ritardare verspäten verspätn
lampo Blitz Blitz
caricare beladen auflon
scaffale Regal Stelasch
mucca Kuh Kuah
capire verstehen verstian
effetto Wirkung Wirkung
colletto Kragen Krogn
terrazza Terrasse Terrassn
superbia Stolz Stolz
fila/riga Reihe Reih
cera Wachs Wochs
vettura Wagen Wogn
confine Grenze
Grenz
Ci fu un tempo che ogni fine settimana con parenti e amici andavamo a Tubre
al confine svizzero. non era solo una gita di piacere ma più
che altro di convenienza, tante cose lì costavano meno che da noi,
e così univamo l'utile al dilettevole.
Il negozio era una specie di supermercato in piccolo, però ben fornito.
Naturalmente questa non era solo la nostra meta ma di quasi tutta Merano,
questa gita domenicale era quasi diventata d'obbligo per i Meranesi.
Benzina, sigarette, zucchero, cioccolatto, profumi, più o meno era
questo che veniva comprato e dove c'era la maggior convenienza, qualcuno rischiando
si comperava qualche macchina fotografica, qualche mini televisore, radio
e altre cose del genere che poi nascondevano nei svariati posti della macchina,
perchè nel controllo al confine la finanza era molto severa e se venivano
scoperti erano guai non indifferenti. Invece per me era tutto più semplice,
io uscivo con mezzo bagagliaio pieno e nessuno mi diceva niente!
Ridevano solamente. Non ci credete vero? Ora vi spiego, siccome
io non fumo, faccio uso di pocchissimo zucchero, e cioccolato niente
(ho la tendenza ad ingrassare) perciò tutto questo non mi interessava,
ecco qualche volta una bottiglietta di profumo e basta. Fu così che
curiosando tra gli scaffali trovai qualche cosa che mi interessava molto e
cominciai a mettere nel carello, e dopo nel bagagliaio.
Al controllo mi fu chiesto "niente da dichiarare?" Sì, e aprii
il bagagliaio, i due finanzieri perplessi si guardarono in faccia e poi me,
e si misero a ridere.
Avevo trovato dei rotoli di carta igienica così bella a fiorellini
rosa che si adicevano a quelli delle matonelle del mio bagno! e così
ogni domenica facevo contrabando di fiorati rotoli di carta igienica.
Non capisco cosa ci fosse stato da ridere! Beh...! sì ero
l'unica che passava il confine con carta igienica!
pensare denken denkn
comitiva Gesellschaft Gsellschoft
distruggere zerstören zerstörn
castello Schloss Schloss
parlare sprechen redn
insegna Schild Tofl
gettare wegwerfen wegwerfn
pala Schaufel Schaufl
verdura Gemüse Gemüse
nessuno kein (agg.) koan
nessuno niemand (pron.) niemat
morso Biss Biss
diluvio Wolkenbruch Sturm
mai niemals niemols
libertà Freiheit Freiheit
domani morgen morg
pericoloso gefährlich gfarlich
fretta Eile Eilig
aprire öffnen aufmochn
picchiare verhauen haun
rimorchiare schleppen schleppn
salsiccia Würstchen Würstl
pastore Hirt Hirt
compilare ausfüllen ausfülln
delicato zärtlich zort
riga Zeile Zeil
gesso Kreide Krein
portare tragen/bringen trong/bringn
russare schnarchen schnorchn
mese Monat Monat
semplice einfach einfoch
carta Papier Papier
rifiuto abfall obfoll
legare binden bindn
tetto Dach Doch
scintilla Funke Funkn
facile leicht leicht
carro Karren Korrn
invidia Neid Naid
suono klang klong
ringraziare danken bedonkn
scopare kehren kehrn
leggero leicht laicht
ricotta Quark Topffn
panna Sahne Ram
rame Kupfer Kupfr
dizionario Wörterbuch Wörterbuach
scherzo Scherz Spaß
rastrello Rechen Rechn
pieno/zeppo übervoll stekvoll
gelare gefrieren gfrirn
schiuma Schaum Schaum
artista Künstler Künstlar
dente Zahn Zohn
abitudine Gewohnheit Gwohnheit
candido schneeweiss schneaweiss
destino Schicksal Schicksol
ebreo Jude Jud
farmacia Apotheke Apothekn
graffiare kratzen krotzn
lingua Zunge Zung
tappeto Teppich Teppich
obeso fettleibig dicker
raccontare erzählen erzähln
vescicca Blase Blosn
secchio Eimer Kübl
agnello Lamm Schafl
scuola Schule Schua
convento Kloster Kloastar
invitare einladen einlon
cetriolo Gurke Gurkn
spesa einkauf einkafn
capo Chef Chef
serpente Schlange Schlong
ambedue beide boade
vincita Gewinn Gwinn
zucca Kürbis Kürbis
utilizzare verwenten verwentn
utile nützlich nutzlich
colorare färben färm
genitori Eltern Eltern
tuonare donnen donnarn
debolezza Schwäche Schwoche
tallone Ferse Ferschn
collina Hügel Hügl
sudare schwitzen schwitzn
davanti vorn vor
rotella Rädchen Radele
drago Drache Drochn
goccia Tropfen Tropfn
infernale höllisch höllisch
quale welcher welchar
dividere teilen tailn
verità Wahrheit Wohrheit
pagina Seite Seitn
ospite Gast Gost
martello Hammer Hommar
nastro Band Bantl
verme Wurm Wurm
pulce Floh Floah
alacciare zubinden zuabintn
partenza Abfart Obfort
mulino Mühle Mühl
ogni jeder jedar
fuori draussen drauß
incredibile unglaublich unglaublich
arrostire braten brotn
risposta Antwort Ontwort
fumo Rauch Rach
qualcuno jemand jemand
cacciatore Jäger Jagar
scaricare abladen oblohn
tacco Absatz Obsotz
coppia Paar Poohr
bue Ocks Ocks
possibile möglich möglich
guardia Wache Woch
sera Abend Ohms
nevicare schneien schneim
fiamma Flamme Flomm
bottone Knopf Knopf
fratello Bruder Bruadr
importante wichtig wichtig
pepe Pfeffer Pfeffer
gaio lustig luschtig
maligno boshaft boshoft
nido Nest Nescht
passo Schritt Schritt
risposta Antwort Ontwort
ombroso schattig schottig
mosca Fliege Fliagn
pettinare kämmen kamplen
sciogliere lösen löasn
forchetta Gabel Gobl
quadro Bild Bild
volere wollen wehlln
rovente glühend glühend
nemico Feind Faind
aggiunta Zusatz Zusotz
anima Seele Seal
spavento Schreck Schrock
contare zählen zähln
scapolo ledig ledig
timido schüchtern schamig
fischiare pfeifen pfeifn
pertica Stange Stong
borsa Tasche Taschn
confortare trösten treastn
arduo schwierig schwahr
lacero zerrissen zrrissn
introdurre einführen einfürn
sposo Bräutigam Bräutigam
falsità Falschheit Folschheit
Gatti e... ricci.
Da sei anni do da mangiare a due gattini randagi! Purtroppo c'è anche
chi sostiene che il gatto sia simbolo di falsità... mah... che dire
allora delle persone...? Meglio non pensarci!
Fu in quel lontano inverno... scesi in cantina e con sorpresa vidi fuggire
dalla finestra della mia cantina due gatti.
Amo gli animali, andai a prendere una ciottolina di latte tiepido e un pò
da mangiare. Il giorno dopo tornai in cantina e il mangiare era sparito invece
il latte era rimasto, capii che non lo avevano gradito... o forse il servizio
da colazione non era di loro gradimento...! E mi misi a ridere. E così
per tutto l'inverno la sera ci misi il mangiare.
arrivò la primavera e i mici non mangiavano più in cantina ma
in giardino.
Però non avevo fatto il conto con i miei inquilini...! Purtroppo vi
erano di quelli ai quali i gatti davano un tremendo fastidio, perchè?
Non si sa! Devo dire che sono belli sani, una volta all'anno vengono portati
dal veterinario per un controllo, non miagolano, non sporcano, non capisco
perchè davano tanto fastidio a quelle gentili signore.
Un giorno venni appostrofata in modo molto ineducato da una di loro. Ci rimasi
molto male. Telefonai alla "protezione animali" e raccontai quanto
mi era successo e anche se con dispiacere pregai di venirli a prendere.
Il giorno dopo alla mia porta suonarono una signora e un signore, che mi dissero
di voler fare un sopraluogo per vedere come sono sistemati i gatti. Li portai
in cantina dove trovarono due cuccette pulite. Poi diedero un' occhiata nel
giardino e non trovando niente in giro (come vassoietti etc.) Mi fecero i
complimenti e se ne andarono. Dopo pochi giorni a ogni inquilino arrivò
una lettera dicendo di aver trovato tutto in perfetto ordine e pulizia e i
gatti sarebbero rimasti dove erano.
I miei ricci...
Non solo ho due gatti, ma anche una famigliola di ricci... sono mamma
papà e tre banbini, uno più grande e due piccoli. Sono tanto
carini da vedersi, quando si muovono non si muovono in gruppo ma in fila i
più grandi davanti e i piccoli dietro e mangiare mangiano insieme ai
gatti dallo stesso vassoio. E escono solo la sera, infatti una sera stavo
tornando a casa quando vidi uno che andava verso il vassoio, presi una crosta
di formaggio e gliela tenni davanti al musetto e lui cominciò a mangiarla,
poi li accarezzai il musetto e lui rimase fermo a guardarmi. Che mi conosca?
No non credo, perchè non mi vedono mai, allora vuol dire che sono degli
animaletti coraggiosi!
erba Gras Gros
tempesta Sturm Sturm
orario Fahrplan Fohrplan
capotto Mantel Montl
armi Waffen Woffn
dubbio Zweifel Zweifl
porto Hafen Hofn
frase Satz Sotz
sapone Seife Soafn
bottiglia Flasche Floschn
uguale gleich gleich
afa Schwüle Schwül
masso Steinblock Felsn
mestolo Kochlöffl Kochlöffl
raro selten seltn
acciaio Stahl Stohl
sangue Blut Bluat
offendere Beleidigen Beleidign
numero Zahl Zohl
curva Kurve Kurvn
salare salzen solzn
tappeto Teppich Teppich
sacco Sack Sock
mercato Markt Morkt
novità Neuheit Nuiheit
peloso haarig hoarig
onde Wellen Welln
scuro dunkel tunkl
buio finster finschtar
garofani Nelken Nelkn
mattone Ziegel Ziagl
cera Wochs Wochs
fragola Erdbeere Erbar
spugna Schwamm Schwom
ospite Gast Gost
sindaco Bürgermeister Bürgermoastar
maiale Schwein Fock
importante wichtig wichtig
salsiccia Wurst Wurst
ubriaco betrunken pfoffn
Penso a mio nonno... e rido, era un uomo fantastico simpatico e allegro fino all'incredibile.
Lo vedo ancora davanti a me, alto, ben piazzato, capelli bianchi, con grandi baffi bianchi e bellissimi occhi blù.
Era il padre di mia mamma. Orgoglioso di essere un autentico Viennese e per non smentirsi amava il walzer, il vino, e... sì anche le donne! Era un ottimo falegname ed era molto ricercato perciò guadagnava molto bene, mi ricordo mio papà che non era ricco lo chiamava "il conte". Alla domenica quando non lavorava amava vestire con molta ricercatezza, le scarpe se le puliva lui e erano sempre lucidissime.
Mio nonno: il suo nome era Peter Winkler ma io lo chiamavo semplicemente "Peter" mi voleva tanto tanto bene e io a lui, però altrettanto bene voleva anche al vino, e questo era il guaio, così succedeva che ogni domenica sera a casa ci fosse "l'operetta". Non c'era domenica che non tornava a casa adoperando tutto il marciapiede, tante volte mi sono chiesta come trovava la strada del ritorno, probabilmente gli ubriachi hanno l'intuito come i cavalli che trovano sempre la stalla.
Mia nonna una donna molto dolce e precisa, la vedo ancora con quanta tensione aspettava il ritorno di mio nonno perche' sapeva che sarebbe tornato poco presentabile, e non voleva che mio padre che era completamente astemio e odiava gli ubriachi, lo vedesse.
E quando rimproverava mio nonno per il suo vizio di bere dicendogli: "ma non ti vergogni conciarti in questo modo per colpa del vino" allora lui tutto giulivo gli rispondeva: "ohhhh... Fritzile (mia nonna si chiamava Frieda) "devi sapere che Iddio ha creato la vigna perche' si faccia il buon vino per il tuo Peter!" allora mia nonna lo cacciava al piano di sopra dove era la loro stanza e lo faceva andare a letto.
Penso che gli ubriachi abbiano qualche protettore, forse Bacco, perche' le scale che conducevano al piano superiore erano in legno e abbastanza ripide, ma mio nonno non era mai caduto, solo una volta gli è caduto in testa il crocifisso che stava appeso nel giroscale e era di legno e piuttosto grande, perchè nella sua ubriachezza lo aveva urtato talmente forte da farlo cadere. La mattina dopo lo vidi con un cerotto in fronte e un bernoccolo in testa e quando gli chiesi cosa fosse successo mi rispose: ohh niente! mi ha morso una zanzara un pò grossa!
Spesso mi portava con lui a messa ai "Cappuccini" e io ero felicissima perche' dopo la messa andavamo in un bar dove non vendevano vino, e posso capire ora il sacrificio di mio nonno davanti a una tazzina di caffè!
mentre a me offriva una fetta di torta e un bicchiere di cioccolato, invece d'estate ricevevo un gelatone e una brioche che mangiavo col gelato. In quel momento gli volevo ancora più bene perche' capivo che tutto questo lo faceva esclusivamente per me.
Con tutto il suo brutto vizio del bere io gli ero sempre vicina. Noi in giardino avevamo un pergolato dove cresceva l'uva fragola e sotto c'era un tavolo lungo piazzato in terra con due panche della stessa lunghezza, era un pomeriggio di luglio faceva molto caldo e noi eravamo seduti lì perche' c'era bello fresco, e visto che eravamo soli ne approfittai e dissi: "Peter perche' continui a ubriacarti la domenica? è così bello quando sei normale mentre quando bevi io mi vergogno di te". Non sarò mai sicura però mi pareva di aver scorto come una lacrima repressa nei suoi occhi blù mentre mi diceva: "Lisele è già troppo tardi non posso più farne a meno, ho già provato" in quelli istanti quell'uomo anziano era diventato più piccolo di me. Compresi troppo tardi che non avrei dovuto dire quella frase che lo ha ferito così profondamente. Arrivato l'autunno mio nonno partì per Innsbruk, dove divenne capo falegname in una grande falegnameria, (mia nonna era rimasta con noi).
Una volta al mese veniva a trovarci per due giorni, io non l'ho più visto ubriaco, aveva smesso di bere.
L'anno successivo ha passato la Pasqua con noi, è stato con noi otto giorni, e un pomeriggio mi disse "vieni" e mi fece sedere sotto il pergolato con lui e disse: "E' bello fresco quì" poi mi guardò negli occhi e continuò, "Lisele tu hai i miei occhi e mi diede un bacio sulla fronte sussurrandomi "grazie"
Questo era mio nonno Peter, il mio Peter un bell'uomo con capelli e baffi
bianchi... il mio nonno che era bello anche da ubriaco.
portatile tragbar trogbor
agenda Notizbuch Notizbuach
ape Biene Bien
tuono Donner Donnar
panca Bank Bonk
banca Bank Bank
timido furchtsam furchtsom
slancio Schwung Schwung
passato vergangen vergongen
risciacquare spülen spüaln
attendere abwarten wortn
rinfacciare vorwerfen vorwerfn
cuoco
Koch Koch
Mia nonna ha fatto la cuoca per tanti anni presso la famiglia di un duca
(per discrezione non faccio il nome) a Trieste. Si era trovata molto
bene e me ne parlava spesso con entusiasmo. Un giorno mi raccontò un
fatto accaduto ma che può sembrare quasi impossibile.
Il duca aveva organizzato una cena, e aveva invitato delle personalità,
naturalmente il pranzo si è svolto nella massima eleganza (io
di questo non me ne intendo perchè queste cose le ho viste solo qualche
volta al cinema). Mia nonna che nel fratempo si trovava in cucina, finito
il pranzo la cameriera la venne a chiamare, un pò spaventata per la
paura di qualche rimprovero andò in sala da pranzo.
Venne accolta da applausi e brava! brava!, naturalmente felicissima
non ebbe parole. Quando il duca chiese ai suoi invitati:
"vi è piaciuto il pranzo?" e un coro di: eccelente! eccelente!,
fu la risposta il conte continuò: "Frieda dica ora ai signori
cosa hanno mangiato", mia nonna rimase per un attimo in silenzio guardando
il duca che continuò: "Su, su forza lo dica pure" E mia
nonna a questa insistenza del duca rispose: " I signori hanno mangiato un
gatto", seguì un momento di silenzio e poi un coro di "ottimo"
"fantastico"!
Ora mi chiedo chi furono i primi a mangiare i gatti, i Triestini
o i Vicentini ???
umido feucht faicht
camicetta Bluse Blusn
aspro scharf schorf
guidare führen führn
errore Fehler Fahlar
contro gegen dargengt
macellaio Metzger Metzger
pozzanghera Pfutze Lockn
imperatore Kaiser Kaiser
imperatrice Kaiserin Kaiserin
medico Arzt Orzt
parente verwandte verwonte
lavorare arbeiten orbeitn
vendere verkaufen verkafn
braccio Arm Orm
zia Tante Tant
furbo schlau schlau
tallone Ferse Ferschn
macinare mahlen mohln
città Stadt Stodt
assieme zusammen zusommen
fegato Leber Lebar
pazienza Geduld Gedult
burrone Schlucht Schlucht
pulito rein saubar
candela Kerze Kerzn
frumento Weizen Woazn
chiudere schliessen schließn
fuori draussen draussn
buccia Schale Schol
decoroso anständig onständig
nascita Geburt
Geburt
La nascita è sempre un bellissimo avvenimento, in qualsiasi caso:
la nascita di un bimbo, la nascita di un azienda, la nascita di
un'amicizia, la nascita di un amore, la nascita di un animaletto.
Dove abito il condominio è circondato da un giardino e da pini secolari,
naturalmente essendoci questi grandi alberi c'è pure un gran via e
vai di uccelli, passeri, verdoni, qualche pettirosso, e anche due tortore.
Appena spunta l'alba c'è già un cinguettio tra i rami che ci
da il buon giorno.
In un angolo del balcone ho un piccolo mobiletto con due scaffali dove sopra
ho i fiori e sotto i vasi vuoti, sottovasi, l'innaffiatoio ecc.
Prima non ci avevo fatto caso, ma dopo mi ero accorta che le tortore volavano
verso questo angolo, però ancora non potevo immaginare, una sera
sul tardi uscii sul balcone volevo prendere un sottovaso ma come mi chinai
mi svolazzò quasi in faccia una delle due tortore, incuriosita da questo
insolito avvenimento mi chinai e guardai in fondo al mobiletto, ohhhh...
in un vaso dove avevo lasciato ancora la terra vidi un nido con due uova.
Lo so che può sembrare strano, ma rimasi commossa, era un gesto di
grande fiducia nei miei confronti. Senza volerlo avevo un reparto maternità
sul mio balcone!
I due cuccioletti sono nati, si sono esercitati a volare dal davanzale della
mia finestra alla ringhiera del balcone, oggi sono grandi, io esco nel balcone
e loro volano vicino a me, non hanno dimenticato il loro luogo di nascita,
e sopratutto hanno capito che in me c'è amore per loro.
paese Dorf Dorf
buccia Schale Schol
gallo Hahn Kikar
soffrire leiden lein
bacello Hülse Hülsn
mugolare winseln winsln
colore Farbe Forb
dopochè nachdem darnoch
scalzo barfuss borfuaset
ferita Wunde Wundn
obliquo schräg schräg
inchiostro Tinte Tintn
ala Flügel Flügl
simile ähnlich ähndlich
scagliare werfen werfn
punizione Strafe Strof
vanitosa eingebildet stolz
cucchiaio Löffel Löffl
portare tragen trong
oziare faulenzen faulenzn
futuro Zukunft Zukunft
scalare klettern klettarn
limpido klar klor
conchiglia Muschel Muschl
ingrato undankbar undonkbor
saltare springen springn
proibire verbieten verbiatn
arbusto Strauch Heckn
visitatore Besucher Besuchar
tenda Zelt Zelt
notte Nacht Nocht
prurito Jucken Beiss
lasciare lassen lossn
appassire verwelken verwelchn
bandiera Fahne Fohn
miele Honig Honig
scodella Schüssel Schüßl
campo Acker Ockar
bottone Knopf Knopf
placare beruhigen beruhign
dondolare schaukeln schaukln
carrozzella Kutsche Kutschn
osteria Wirtshaus Wirtshaus
prudenza Klugheit Kluag
colpa Schuld Schuld
bicicletta Fahrrad Radl
nuotare schwimmen schwimmen
adoperare brauchen brauchn
chiudere schliessen zuamochn
affamato hungrig hungrig
leggere lesen lesn
corridoio Gang Gong
forno Backofen Reardl
sudore Schweiss Schweiss
aereo
Flugzeug Fliagar
Li avevo sempre visti sui giornali o nei film, chissà perchè
ma già d'allora ancora ragazza, non mi convincevano e non mi piacevano,
non ne avevo mai visto uno nella realtà ma solo l'impressione di dovermi
sedere in questi enormi tubi che per finestre avevano solo dei buchi, la porta
che si chiama sportello o sportellone non lo so bloccato, e essenti di ruote.
Nooo non ci sarei mai salita!
Però i conti gli avevo fatti senza l'oste....
.....L'areoporto Catullo di Verona già mi ha dato la prima delusione
lo immaginavo più grande! Volli consegnare il borsone, ma ancora
era troppo presto, girare col borsone mi rompeva abbastanza e così
andai a sedermi. Per Catania l'aereo sarebbe decollato alle 17.45
erano le 12.30 dovevo solo aspettare circa cinque ore! Stavo convincendomi
che tutto andava perfettamente bene!! Di cosa dovevo lamentarmi?
Dopo un pò che ero seduta cominciai a sbadigliare, ero osservata ma
non me ne sono accorta fino a quando una voce disse: schläfrig?
(ha sonno) alzai gli occhi e vidi un uomo niente male, facemmo amicizia.
Alle 15.30 il suo aereo decolò e ci salutammo. Presi un "Tavor"
e sull'aereo mi addormentai.
Sono nuovamente a casa, e oggi il postino mi consegnò un pacchetto
contenente un CD, io sapevo di non aver ordinato niente e rimasi sorpresa,
ma quando avevo il CD in mano sulla copertina vidi l'uomo dell'aereoporto,
ecco chi era! un famoso cantante tedesco, e il biglietto inserito nel
CD diceva:
...dovevo tenere viva la nostra amicizia, ho letto l'indirizzo sul borsone,
e uno di questi giorni ti telefono...
Beh... dopo tutto proprio così male non è andata!
parete Wand Wond
offendere beleidigen beleiding
nuvole Wolken Wolkn
verificare prüfen priafn
scomettere wetten wettn
nuvoloso bewölkt bewölkt
limpidezza Klarheit Klorheit
sapone Seife Soafn
lettera Brief Briaf
grembiule Schürze Schurz
pericolo Gefahr Gfohr
giusto recht richtig
aquila Adler Odler
odore Geruch Gruch
inciampare stolpern stolpern
gelido eiskalt eiskolt
lumaca Schnecke Schneck
gelosia Eifersucht Eifersucht
carota Karotte Karotn
rosolare rösten röastn
feriale alltäglich werchtog
bagnato nass noß
sella Sattel Sottl
cerchio Kreis Kreis
vuoto leer laar
compiacente gutwillig guatwillig
accarezzare streicheln streichln
tempesta Sturm Sturm
capuccio Kapuze Kapuzn
postino Briefbote Brieftröger
gemelli Zwillinge Zwillinge
festivo festlich feiertog
infedele untreu untreu
pesante schwer schwar
noioso lästig lestig
fango Schlamm Lettn
mentire lügen lüagn
farfalla Schmetterling Schmetterling
antichità Altertum Oltertum
pilota Pilot Pilot
zattera Floss Floß
inferno Hölle Höll
sentire/toccare fühlen fühln
neve Schnee Schnea
falso falsch folsch
sguardo Blick Blick
valigia Koffer Kuffar
ombra Schatten Schottn
cancellare auslöschen auslöschn
bussare klopfen klopfn
abituarsi gewöhnen gwönen
ciao Tschüss Tschüss
tagliare schneiden schnein
viaggiatore Reisende Reisendar
sollevare hochheben aufhem
monumento Denkmal Denkmol
confezione Verpackung Verpockum
vertigine Schwindlig Schwindlig
collo Hals Holls
grandine Hagel Hogl
cielo Himmel Himml
prestare verleichen leichn
foglia Blatt Blattl
tardi spät spath
allegro lustig lustig
maniglia Handgriff Schnoll
ferrovia Eisenbahn Eisnbohn
appartenere gehören kern
calzolaio Schumacher Schuastar
idraulico Klempner Idraulicker
durante während darwail